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Coronavirus, dalla Bei due miliardi euro per la sanità italiana

Glv
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Roma, 30 lug. (askanews) - La sanità italiana si rafforza, anche per le emergenze collegate alla pandemia da coronavirus. E lo fa con il sostegno della banca dell'Ue, la Banca europea per gli investimenti (Bei), che affiancherà il governo italiano con un finanziamento di due miliardi di euro, pari circa i due terzi delle risorse necessarie per gli interventi previsti dal decreto rilancio nel settore sanitario. L'accordo è stato firmato a Roma dalla Bei, dal ministero dell'economia, dal ministero della salute e dal commissario straordinario per l'emergenza Covid-19. Sui due miliardi complessivi, una prima tranche di un miliardo è stata già perfezionata. Il framework loan all'Italia sarà canalizzato attraverso il Tesoro. Il ministero della salute sarà parte attiva della realizzazione del progetto e il commissario straordinario del governo è incaricato di dare attuazione ai piani regionali, anche avvalendosi di commissari delegati, nelle persone dei presidenti di Regione. Questa struttura è considerata in grado di garantire il coordinamento e l'efficacia in termini di pianificazione, attuazione e monitoraggio dei progetti. L'operazione si inserisce nel contesto del decreto rilancio, che prevede 3,25 miliardi di euro a sostegno del settore sanitario. Per importo, "si tratta di uno tra i maggiori prestiti finora concessi con una singola operazione nella storia ultrasessantennale della Bei nell'intera Unione Europea. La durata del finanziamento è di 25 anni". Il prestito finanzierà gli interventi inclusi nei piani di emergenza predisposti dalle Regioni in risposta alla pandemia. Ci sarà quindi il rafforzamento della rete ospedaliera con 3.500 nuovi posti letto per la terapia intensiva, 4.225 in semi-intensiva, quattro strutture mobili per 300 posti di terapia intensiva, ristrutturazione di 651 pronto soccorso, materiali di consumo e attrezzature sanitarie, mezzi di trasposto sanitari e personale sanitario aggiuntivo, anche temporaneo, per 9.600 unità. Previsto anche supporto per l'assistenza territoriale, con il rafforzamento di infrastrutture e sistemi digitali per l'assistenza domiciliare e residenziale e per il monitoraggio da remoto, attivazione di centrali operative regionali per il monitoraggio dei pazienti.