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Coronavirus: dramma per catene non food, a casa 120mila lavoratori

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(di Cristina Armeni) Per i grandi magazzini e le catene di negozi non alimentari, dalla Rinascente a Oviesse, da Calzedonia a Coin, a Decathlon si sta consumando in questi giorni un vero e proprio "dramma". A sottolinearlo all'Adnkronos è Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione. "Lì si pone un enorme problema a livello di gestione, in questo momento di crisi, in primis per la forza lavoro, circa 120mila persone".  

"Molti di questi, prima ancora delle limitazioni imposte ieri dal governo, - spiega - avevano sospeso l'attività perché gli incassi andavano verso lo zero e anche quelle che potrebbero rimanere aperte bisogna vedere se lo faranno".  

"Serve un sostegno alle aziende per traguardare la crisi e siccome sappiamo che è imminente il varo della cassa integrazione straordinaria chiediamo che sia esteso anche a queste categorie" conclude Gradara. Mentre per l'alimentare dopo la "grande fiammata delle vendite di qualche giorno fa, che ha riguardato soprattutto il Centro-Sud del Paese, in questo momento la situazione sta rientrando nella normalità. Io mi aspetto nei prossimi giorni un ritmo sempre sostenuto ma dell'ordine di un aumento compreso tra il +5% e il +10%" che sarà determinato dalle tantissime persone che normalmente mangiano fuori casa e adesso non lo fanno più.