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Coronavirus, editori italiani: -40 mln copie stampate nel 2020

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Milano, 24 mar. (askanews) - In un anno 18.600 titoli pubblicati in meno, 39,3 milioni di copie che non saranno stampate, 2.500 titoli che non saranno tradotti. Sono le prime evidenze dell'Osservatorio dell'Associazione Italiana Editori (Aie) sull'impatto che l'emergenza Covid-19 avrà in prospettiva 2020 sull'intera editoria italiana. Dall'inizio della crisi sanitaria al 20 marzo, emerge inoltre dall'Osservatorio, il 61% degli editori ha già fatto ricorso alla cassa integrazione o la sta programmando e le case editrici hanno già pesantemente rivisto i piani editoriali per quest'anno, riducendo del 25% le novità in uscita.

"Una ricaduta - sottolinea il presidente dell'Aie, Ricardo Franco Levi - che rende il settore del libro una delle prime vittime economiche dell'emergenza Coronavirus, al pari del mondo dello spettacolo, del cinema e dell'audiovisivo. Siamo allo stremo. Per questo chiediamo al governo di intervenire per sostenere l'intera filiera con strumenti di emergenza analoghi a quelli previsti per questi settori, perché non possiamo permetterci un Paese senza teatri e senza sale cinematografiche, ma neppure senza librerie, editori, promotori, distributori di libri, traduttori".

"Oggi - prosegue Levi - la filiera del libro rischia di essere stravolta e fortemente ridimensionata: la chiusura delle librerie fisiche ha privato gli editori del canale principale di vendita; le difficoltà di approvvigionamento delle librerie online stanno ulteriormente aggravando questa situazione. Non possiamo permettercelo. Di qui la necessità di misure immediate d'emergenza e di interventi più specifici, come il credito d'imposta sulla carta, più sul medio lungo periodo".