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Coronavirus, Fabi: il 40% sportelli banche è in zone rosse

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Roma, 22 mar. (askanews) - Quasi il 40% degli sportelli delle banche italiane è situato nelle cosiddette "zone rosse" ovvero le tre regioni più colpite dal Coronavirus e a maggior rischio contagio: sul totale di 25.404 filiali degli istituti, il 37,7% si trova in Lombardia, Piemonte e Veneto. Questa la fotografia deggli sportelli bancari scattata dalla Fabi, uno dei principali sindacati dei bancari, dopo la decisione del governo di mantenere aperte le banche in tutta Italia.

In particolare, nel territorio lombardo ci sono 5.008 agenzie (20% del totale), in quello piemontese 2.065 (8%) e in quello veneto 2.499 (10%). Nelle "zone rosse", la provincia con la maggior presenza di banche è Milano con 1.425 sportelli, seguita da Torino con 851, Brescia con 754, Bergamo con 577, Verona con 518, Padova con 463, Vicenza con 461, Treviso con 438, Cuneo con 436. In generale, è Roma, con 1.567 sportelli su 2.132 dell'intera regione Lazio, la provincia a maggior presenza di banche.

"Domani, contro ogni nostra richiesta e contro la nostra volontà, riapriranno le banche, perché, essendo servizi pubblici essenziali, e in linea con la legge 146 del 1990, non sono state inserite dal governo tra le attività che da domani si fermeranno. Nei giorni scorsi, abbiamo chiesto all'Abi e anche allo stesso governo di prendere in considerazione la chiusura di tutti gli sportelli sul territorio nazionale due settimane e spero che questa scelta venga presa al più presto quantomeno nelle zone più colpite dal Coronavirus", ha sottolineato il segretario, Lando Maria Sileoni.

Secondo la mappa della Fabi, che ha elaborato i dati statistici della Banca d'Italia aggiornati al 2018, in totale, in Italia le filiali delle banche sono 25.404: 2.065 in Piemonte (8,1%), 83 in Valle d'Aosta (0,3%), 5.008 in Lombardia (19,7%), 705 in Liguria (2,8%), 767 in Trentino Alto Adige (3,0%), 2.499 in Veneto (9,8%), 689 in Friuli Venezia Giulia (2,7%), 2.658 in Emilia Romagna (10,5%), 1.960 in Toscana (7,7%), 431 in Umbria (1,7%), 844 nelle Marche (3,3%), 2.132 nel Lazio (8,4%), 548 in Abruzzo (2,2%), 109 in Molise (0,4%), 1.298 in Campania (5,1%), 1.153 in Puglia (4,5%), 221 in Basilicata (0,9%), 405 in Calabria (1,6%), 1.273 in Sicilia (5,0%), 556 in Sardegna (2,2%).