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Coronavirus, Federalberghi: a Milano-Lodi-Monza già persi 350 mln

Asa

Milano, 20 mar. (askanews) - L'emergenza Covid-19 ha già avuto un impatto fortissimo sulle attività ricettive e sul comparto immobiliare. A tracciare un primo bilancio, con rilevazioni e sondaggi che prendono il periodo da inizio febbraio a oggi, sono state le associazioni aderenti alla Confcommercio milanese che rappresentano questi settori: Federalberghi Milano, Lodi, Monza Brianza (hotel); Fimaa Milano, Lodi, Monza Brianza (agenti immobiliari e d'intermediazione); Rescasa Lombardia (turismo in appartamento e residence). Da un'analisi dei dati di 60 imprese a Milano ed area metropolitana per un totale di 4.331 camere, Federalberghi Milano Lodi Monza e Brianza stima, come fatturato di solo camere, un calo generale dei ricavi per il comparto di oltre 100 milioni di euro a marzo e più di 160 milioni di euro per aprile. "Considerando anche i servizi di ristorazione e sale riunioni con meeting ed eventi annullati - ha osservato in una nota il presidente degli albergatori Maurizio Naro - arriviamo ad una perdita complessiva di fatturato di oltre 350 milioni di euro".

Nei 60 hotel campione sono quasi 55mila le camere cancellate dal 1° marzo fino al 30 aprile (dove sono venuti e vengono a mancare eventi fieristici di primo piano come Expocomfort e Salone del Mobile). Esercizi alberghieri che, solo come personale interno, danno lavoro a 1.400 persone. Le ore di ferie e permessi già assegnate risultano quasi 76mila. "A Milano città - aggiorna Naro - sono ormai pochissimi gli alberghi aperti e abbiamo meno di 1.000 camere disponibili. A fronte di una disponibilità, in tempi normali, di 35mila camere". In uno scenario ottimistico con le conseguenze dell'emergenza sanitaria fino a maggio, gli albergatori prevedono una perdita superiore al 37% rispetto al 2019. Minori introiti che saliranno ad oltre il 73% in uno scenario pessimistico con l'emergenza Covid-19 fino a dicembre.

Quanto al settore immobiliare al sondaggio di Fimaa hanno risposto 300 agenti: quasi il 91% degli operatori d'intermediazione ha avuto già da inizio febbraio un calo di appuntamenti per la visita di immobili ed oltre il 71% ha registrato una riduzione degli incarichi professionali. Sono contestualmente diminuite, per oltre l'82%, le richieste di immobili residenziali, sia in acquisto sia in locazione. Numero dei contratti di locazione in calo per quasi il 59% degli agenti immobiliari. Non è però prevista una discesa immediata dei valori degli immobili. Nelle locazioni brevi/turistiche è plebiscitaria (100%) la previsione di un calo dei contratti. L'85,7% rileva disdette di prenotazioni e l'80% ritiene che nelle locazioni brevi/turistiche i prezzi varieranno da qui a fine giugno (con un minor ricavo per il 63,2%).