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Coronavirus, Fiepet Confesercenti: vendite in picchiata e caos

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Roma, 9 mar. (askanews) - L'emergenza coronavirus sta mettendo in ginocchio bar e ristoranti. "L'escalation dell'allarme - afferma Fiepet in una nota - e le conseguenti disposizioni restrittive, infatti, stanno cancellando rapidamente i fatturati delle attività: secondo le nostre stime, se continua così i pubblici esercizi perderanno 1,3 miliardi di consumi entro giugno".

Per la ristorazione, prosegue l'associazione, la previsione dello stop alle 18 nelle quattordici provincie "toglie alle attività la più importante fonte di reddito: la cena. Inoltre, la sospensione delle attività "pub" tout court su tutto il territorio nazionale mette al collasso un comparto che - seppur di nicchia - svolge un ruolo importante nella ristorazione nazionale".

Alla crisi delle vendite si aggiungono poi le difficoltà legate all'applicazione delle disposizioni volte a contenere il contagio. In particolare, la Fiepet contesta la distanza di sicurezza di almeno un metro tra gli avventori: "una disposizione che, pure con la buona volontà degli esercenti, è difficile da imporre ai clienti, in particolare quando l'esercizio è gestito direttamente dal titolare senza personale aggiuntivo". I pubblici esercizi "si avviano ad essere una nuova zona rossa dell'economia. Contenere i contagi è prioritario e gli imprenditori sono in prima fila per dare il proprio contributo, consapevoli della situazione straordinaria. Ma i gestori di pubblici esercizi non possono trasformarsi in agenti di pubblica sicurezza".

"Si riconosca che il rispetto delle distanze è responsabilità personale, e - aggiungono - invece di sanzionare gli imprenditori per un comportamento che non possono impedire si pensi a sostenere le imprese. Il punto deve essere garantire la continuità delle attività economiche al di là dell'emergenza, a partire dallo stop al fisco per le imprese colpite".