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Coronavirus, Fiom Torino: ferme 72 aziende metalmeccaniche

Prs/Glv

Torino, 18 mar. (askanews) - Sono 72 le aziende metalmeccaniche nel torinese che hanno sospeso l'attività a causa dell'emergenza coronavirus. Lo rileva la Fiom di Torino, che ha censito oltre 36mila lavoratori in ammortizzatori sociali, ferie e permessi.

"In questi giorni - afferma il segretario della Fiom di Torino, Edi Lazzi - abbiamo fatto decine di accordi per l'utilizzo degli ammortizzatori sociali, l'uso di ferie e permessi residui, per ridurre le presenze in azienda e tutelare la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, implementando in questo modo il protocollo firmato a livello nazionale. È fondamentale ridurre drasticamente il numero dei lavoratori all'interno delle imprese, per evitare affollamenti sui mezzi pubblici e nelle stesse aziende".

"Abbiamo constatato anche di persona - spiega Lazzi - entrando in due stabilimenti metalmeccanici (nel rispetto delle norme sulla circolazione e delle misure di sicurezza) la situazione all'interno degli uffici e delle officine. Sono voluto andare anch'io personalmente, dentro gli stabilimenti perchè la Fiom è impegnata con tutta la sua struttura nello stare al fianco e tutelare chi rappresenta, soprattutto in un momento difficile come questo. In un clima surreale, ovattato dal silenzio completo dei lavoratori, tutti con la mascherina e uno sguardo poco sereno, abbiamo comunque riscontrato che in alcune realtà si sta facendo il possibile per rispettare le norme di sicurezza, soprattutto sulla distanza tra le persone".

"Resta il fatto - evidenzia il sindacalista - che continuo ad avere la sensazione che se non si arriverà a un fermo generalizzato per le produzioni non necessarie, a questo punto a livello europeo, la pandemia sarà difficile da debellare perchè troppa gente continua a circolare e incrociarsi nei luoghi di lavoro. Ogni giorno ci arrivano notizie di lavoratori trovati positivi al Covid-19 e le stesse aziende sono costrette a fermare completamente l'attività produttiva, a mettere in quarantena tutte le persone che sono state a contatto con il lavoratore in questione, a svolgere la sanificazione".

"Mi domando - aggiunge Lazzi - quanto questi sforzi possano essere efficaci nel fermare il contagio. Sono sempre più convinto che servirebbe una decisione dei governi e, soprattutto, dell'Unione per una sospensione produttiva, che se fatta a livello europeo è certamente più efficace nel fermare la diffusione del virus. In questo modo le ripercussioni economiche non ricadrebbero su un singolo paese in quanto nessuno potrebbe approfittarne facendo dumping economico".