Italia markets close in 6 hours 41 minutes

Coronavirus, Flp a Conte: senza smart working chiudere uffici Pa

Red

Roma, 9 mar. (askanews) - "Il contrasto alla diffusione del contagio non può non estendersi agli uffici della Pubblica Amministrazione prevedendo, in linea con le disposizioni di evitare al massimo ogni spostamento e frequentazione di luoghi dove sono possibili gli assembramenti, la limitazione dei servizi resi solo a quelli di Pubblica Utilità, o strettamente essenziali". Inizia così la lettera che il Segretario Generale della Federazione dei Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche, Marco Carlomagno, ha inviato ieri al Premier, Giuseppe Conte e al Ministro per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone.

"In tale direzione - prosegue la lettera- si rendono necessarie l'adozione di specifiche norme che, come avvenuto per i processi, prevedano il differimento dei termini di legge per tutti gli adempimenti in scadenza, la sospensione di tutte le attività istruttorie ed esterne non collegate alla prevenzione o di contrasto alla diffusione del contagio, l'apertura degli Uffici in forma ridotta e solo per lo svolgimento delle attività legate all'emergenza Coronavirus".

Nella missiva Flp fa esplicita richiesta anche di attivare "specifiche disposizioni che possano coprire da un punto di vista giuridico ed economico, quali congedi straordinari o permessi retribuiti extra contratti, sia le assenze dal servizio necessitate dalla sospensione delle attività didattiche con riferimento all'accudimento dei figli minori, che quelle derivanti dall'osservanza del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di spostamento e raggiungimento del posto di lavoro che non possano essere coperte dalle forme di lavoro agile per l'inadempimento da parte delle Amministrazioni interessate".

"Stiamo monitorando tutte le Pubbliche Amministrazioni- commenta Carlomagno- e stiamo sollecitando tutti i vertici a dare attuazione alla normativa relativa allo smart working, laddove prevista. C'è bisogno ora più che mai di un cambio culturale e invece ci scontriamo con una resistenza ingiustificabile. Abbiamo inviato un'altra lettera alla Ministra Dadone, nei giorni scorsi, che ha prontamente risposto. Attendiamo anche questa volta un riscontro positivo: è in gioco la tutela della salute dei lavoratori e delle loro famiglie".