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Coronavirus: Fondazione Gimbe, trovare soluzione contro rischio contagio sui mezzi pubblici

Valeria Panigada
·1 minuto per la lettura

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 30 settembre-6 ottobre, rispetto alla precedente, un netto incremento nel trend dei nuovi casi di coronavirus in Italia (17.252 vs 12.114) a fronte di un numero di poco superiore di casi testati. Sul fronte degli ospedali, aumentano i pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva, mentre continuano a salire, seppur lentamente, anche i decessi (155 vs 137). Da metà luglio i nuovi casi settimanali sono più che decuplicati (da poco oltre 1.400 a più di 17.000), con incremento del rapporto positivi/casi testati dallo 0,8% al 4%. Questa dinamica ha generato il progressivo aumento dei casi attualmente positivi, quintuplicati da fine luglio. "L’incremento del rapporto positivi/casi testati – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – conferma che il virus circola in maniera più sostenuta: per questo nelle regioni dove supera il 5% è cruciale potenziare le attività di testing & tracing". Nella settimana 30 settembre-6 ottobre si tratta di Liguria (7,7%), Campania (6,3%), Provincia autonoma di Trento (6,8%), Piemonte (6,2%) e Valle d’Aosta (5,4%). "L’obbligo delle mascherine anche all'aperto – conclude Cartabellotta – è una misura coerente con la rapida ascesa dei contagi, visto che non conosciamo ancora il reale impatto della riapertura delle scuole e quello dell’ulteriore sovraccarico dei servizi sanitari conseguente alla stagione influenzale". Tuttavia, per contenere la seconda ondata, in particolare nelle regioni del centro-sud, la Fondazione Gimbe ribadisce la necessità di "potenziare e uniformare gli standard dell’assistenza sanitaria territoriale e ospedaliera, oltre che trovare una soluzione per ridurre l’elevato rischio di contagio sui mezzi pubblici".