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Coronavirus, Gualtieri: ora altri 3,6 mld per lavoro e imprese

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Roma, 1 mar. (askanews) - "Siamo pronti per la fase due: entro venerdì prossimo vareremo un nuovo decreto legge per il sostegno dell'occupazione e dei settori più colpiti dagli effetti del coronavirus: sarà un pacchetto da 3,6 miliardi di risorse eccezionali e aggiuntive. Poi, se serve, scatterà la fase tre: da martedì prossimo avvierò una discussione con i miei colleghi europei per studiare un piano straordinario e coordinato dalla Ue". Lo ha dichiarato il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri in una lunga intervista a La Repubblica, nella giornata che lo vede candidato alle elezioni suppletive a Roma per il seggio della Camera che è stato di Paolo Gentiloni.

Per fare previsioni sull'impatto del coronavirus "servono dati che ancora non sono disponibili, ma un impatto ci sarà, lo sappiamo e ce lo aspettiamo in questo primo trimestre - ha detto Gualtieri -. Per fortuna le condizioni della nostra finanza pubblica sono molto buone: domani l'Istat annuncerà i dati del deficit 2019; secondo le nostre stime chiuderemo tra l'1,6 e l'1,7% del Pil".

"Purtroppo con il coronavirus lo scenario cambia: gli effetti economici dell'epidemia ci impongono un salto di qualità, una risposta più forte rispetto a quella che abbiamo avviato con la manovra varata a dicembre" ha spiegato il ministro.

"La nostra strategia si sviluppa in tre fasi. La prima fase è il decreto varato venerdì scorso e dedicato prevalentemente agli 11 comuni colpiti dal virus: sospensione dei mutui e degli adempimenti fiscali e contributivi, Cig per i lavoratori e aiuti da 1500 euro per le partite Iva, sostegno all'export e aumento del fondi di garanzia per le imprese". Quanto alla fase due "entro venerdì prossimo vareremo un decreto legge per il sostegno dell'economia per tutti i territori e i settori colpiti, in tutto il territorio nazionale. Sarà un pacchetto di risorse aggiuntive e straordinarie da 3,6 miliardi, pari allo 0,2% del Pil. Conterrà interventi a tutti i livelli, che concorderemo nei prossimi giorni con le parti sociali, le associazioni di categoria e gli enti locali. Abbiamo in mente diverse ipotesi. Dal credito d'imposta per le aziende che abbiano subito un calo del fatturato superiore al 25%, come si è fatto per il terremoto, a riduzioni delle tasse. Dal contributo aggiuntivo per i fabbisogni operativi del servizio sanitario nazionale alla Cassa integrazione in deroga. Nessuno dovrà restare senza cure o perdere il lavoro per il coronavirus".

Il ministro ha spiegato che si tratta di "stanziamenti aggiuntivi, per i quali chiederemo l'autorizzazione al Parlamento italiano nel rispetto dell'articolo 81 della Costituzione e che sono compatibili con la flessibilità prevista dalle regole del Patto di stabilità, visto che siamo in presenza di "circostanze eccezionali" oggettive". "Non ho ragione di temere che Bruxelles possa contestare la nostra richiesta" ha sottolineato.

"Se la crisi dovesse risultare più pronunciata e più prolungata, siamo pronti alla fase tre, che deve avere necessariamente una dimensione europea... dobbiamo pensare a misure eccezionali coordinate a livello comunitario e non più di singoli Paesi".

"Ieri ho avuto colloqui incrociati con il presidente dell'Eurogruppo Centeno, con il commissario Gentiloni e con i miei colleghi Olaf Scholz per la Germania e Bruno Le Maire per la Francia. Abbiamo concordato una teleconferenza per metà settimana, preparatoria per i lavori dell'Eurogruppo del prossimo 16 marzo. In quella sede l'Unione dovrà cominciare a impostare la sua azione e predisporre, se necessario, eventuali stimoli più incisivi e strutturali di politica fiscale, cioè riduzioni d'imposta e maggiori spese pubbliche, ovviamente in una cornice coordinata.... avendo ben presente che, se lo scenario peggiorasse, il tema non sarebbe più, banalmente, concedere maggiore flessibilità all'Italia. L'Europa non deve ripetere errori del passato. E sono convinto che stavolta non lo farà".