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Coronavirus, il sindaco di Napoli: "Se la pandemia fosse scoppiata qui sarebbe stato diverso"

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Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, non ha alcun dubbio in merito: se il Covid-19 fosse esploso nel capoluogo campano avrebbero dato tutti fuoco ai terroni. In una lunga intervista concessa ai microfoni di Circo Massimo, su Radio Capital, il primo cittadino partenopeo evidenzia il ‘due pesi e due misure’ nazionale: “Ho fatto un ragionamento più ampio e la mia posizione è contro ogni forma di discriminazione. Però bisogna ragionare. Visti i contagi che sono ancora forti in Lombardia mi sarei aspettato, dopo 4 mesi, che il sistema sanitario regionale garantisse i tamponi a tutti”.

E De Magistris ribadisce la sua posizione: “Mi hanno detto però, e qualcuno me lo spiegasse, che non è possibile. Questo però è un tema che deve sciogliere il governo nazionale con il ministero della salute e la task force. Se ci sono le condizioni e ci dicono che si può viaggiare noi non abbiamo problemi però lo dicessero in modo chiaro. Se Napoli fosse stata l’epicentro dell’epidemia soprattutto con il governo precedente, avrebbero costruito un muro, schierato l’esercito e fatto fuoco ai terroni”.

Napoli e il Covid-19

Per De Magistris la lotta al Covid-19 è molto difficile per la città di Napoli dal punto di vista economico. Anche il sindaco partenopeo fa appello al Governo Conte evidenziando come: “La città dal 31 gennaio ad oggi ha perso 270 milioni di euro. Con decreto legge approvato l’altro giorno dovremmo avere nei prossimi giorni 12 milioni di euro per poi avere un saldo finale a fine estate di 50 milioni. Così non andiamo da nessuna parte. La città di Napoli continua a pagare interessi per debiti che i napoletani non hanno mai contratto”.

Il sindaco di Napoli si aspetta fatti concreti da parte di Giuseppe Conte: “Il Governo si è impegnato nei nostri confronti da tempo. Noi non credo che riusciremo ad attendere i tempi dell’Europa. Se arrivano più risorse senza guinzagli è una buona notizia, però ci aspettiamo una svolta da parte del governo italiano che è molto lento e non riesce ad arrivare ai bisogni necessari. Ci preoccupano i sevizi che non riusciremo a garantire da qui a qualche giorno, dal trasporto pubblico all’assistenza alle persone fragili ai rifiuti”.

Per il primo cittadino partenopeo pochi dubbi: “Nel giro di 15 giorni o il governo accoglie 6 o 7 punti e non rimette al centro ruolo di sindaco che è stati profondamente mortificato il paese non si riprende”. E sul capitolo criminalità a Napoli, De Magistris tiene alta la guardia: “Sin dai primi giorni dell’emergenza ho posto il rischio concreto del contagio criminale; temo che sia già realtà ma non solo a Napoli anche in altre parti del Paese. Quello che più mi fa rabbia è la lentezza dello Stato”.