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Coronavirus, in rosso i mercati e OMS in allarme

Emanuele Rigo
 

Cattive notizie dalla Cina dove il governo di Hubei, epicentro della crisi del coronavirus, ha reso noto un numero record di nuovi casi.

Gli ufficiali sanitari della provincia hanno reso noti dati allarmanti con oltre 240 decessi e oltre 1300 contagi solo nella giornata di ieri. I responsabili locali del partito comunista cinese sono stati immediatamente licenziati. Gli ultimi dati si aggiungono a quelli precedenti portando ad oltre 60 mila i casi di coronavirus solo in Cina e i decessi.

L’organizzazione mondiale della sanità ha riportato che il numero di casi è stabile, ma esiste il rischio concredo che l’epidemia prenda direzioni inattese.

Mercati

I mercati questa notte hanno accusato il colpo nonostante la spinta fornita ieri da Wall Street.

Infatti, l’azionario americano ha fatto registrare nuovi record con l’indice S&P500 che ha chiuso a 0.65%, il DOW Jones a +0.94% e il NASDAQ a +0.90%.

Le borse asiatiche invece già a partire dall’avvio di sessione si sono mostrate contrastate con Shanghai che scambia mezzo punto sotto la parità e Tokyo in negativo di un decimo di punto.

L’avvio della sessione europea non si discosta dal ritrovato clima di avversione al rischio. Tutte le principali borse europee girano in negativo nella notte nonostante lo stimolo dell’euro debole. L’indice DAX di Francoforte apre a -0.41%, il FTSE MIB a -0.41%, Londra a -0.98% e il CAC40 a -0.50%.

Petrolio

Forte recupero ieri per le quotazioni del petrolio con il prezzo del WTI balza da 50.00 $/barile fino a 51.90 $/barile. Anche il petrolio Brent balza in avanti portandosi da 53.90 fino a quota 56.00 $/barile. Le dichiarazioni rese da ufficiali OPEC ieri infatti vedono le stime di crescita della domanda mondiale in rialzo di quasi un milione di barili nel 2020.

Analogo recupero anche sul resto del comparto energia con il gas naturale che fa registrare una delle migliori sedute dall’inizio dell’anno.

Forex

La forza del biglietto verde continua ad impattare significativamente sui principali tassi di cambio portando. Atteso oggi il dato sull’inflazione statunitense che potrebbe confermare la forza relativa del dollaro americano.

EURUSD

Non si placa la furia del dollaro americano che ha letteralmente affondato la moneta unica ieri. Complici anche i brutti dati macroeconomici, il rapporto tra moneta unica e biglietto verde arriva sotto quota 1.0880. Ancora una volta il cambio principale vede una riduzione della volatilità nella notte e si attesta intorno a 1.0870 in attesa della pubblicazione dei dati sull’inflazione a stelle e strisce.

USDJPY

Con la discesa dei mercati in sessione asiatica gli operatori tornano ad acquistare yen giapponese considerato asset rifugio. L’ondata di acquisti riporta il rapporto tra biglietto verde e yen giapponese in area 109.80 arginando così la forza di dollaro. L’avvio delle contrattazioni in Europa attese in rosso sulla scia delle vendite asiatiche potrebbe spingere ulteriori acquisti di asset rifugio.

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