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Coronavirus, Inps-Bankitalia: marzo e aprile Cig a 40%... -2-

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Roma, 29 lug. (askanews) - La quota di imprese che ha fatto ricorso alla Cig-Covid, prosegue lo studio, è pari al 45% nel Nord Est, al 48% nel Nord Ovest, al 52% nel Centro e al 55% nel Mezzogiorno. Buona parte delle differenze tra macroaree è spiegata da eterogeneità nelle caratteristiche delle imprese, con riferimento in modo particolare al settore di attività, relativamente più sbilanciato nel Mezzogiorno a favore dei settori dell'alloggio e della ristorazione, delle costruzioni e del commercio al dettaglio non alimentare, che hanno maggiormente subito le conseguenze della crisi.

Nello studio si analizzano i dati relativi all'effettivo utilizzo, nei mesi di marzo e aprile, degli strumenti di integrazione salariale in costanza di rapporto di lavoro, così come modificati dal decreto Cura Italia. L'analisi è basata sui microdatipresenti nell'archivio dell'Inps e si riferisce a tutti gli strumenti di integrazione salariale previsti per fronteggiare l'emergenza sanitaria Covid: Cassa integrazione guadagni (Cig) ordinaria, assegni dei Fondi di solidarietà e del Fondo di integrazione salariale (FIS) e CIG in deroga, sia pagati direttamente dall'Inps sia portati a conguaglio dalle imprese.

I dati, aggiornati al 15 luglio, si riferiscono al mese di competenza del pagamento, cioè al periodo nel quale i lavoratori sono stati sottoposti alla riduzione dell'orario di lavoro e non al mese in cui la CIG-Covid è stata autorizzata dall'Inps: il decreto Cura Italia ha infatti riconosciuto alle imprese la facoltà di richiedere l'autorizzazione all'uso della Cig-Covidanche in un momento successivo all'effettivo utilizzo degli strumenti di integrazione salariale. Ciò comporta che i dati commentati non possano essere ancora considerati come definitivi.