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Coronavirus in Italia, Galli e altri virologi: "È ancora molto pericoloso"

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covid poco contagioso
covid poco contagioso

Sostenere che il Covid sia diventato poco contagioso in Italia è una boutade. Ad affermarlo, tra le righe, è un team di esperti virologi italiani che ha firmato un documento di risposta a Zangrillo&Co. che, invece, sostengono come il Coronavirus nel Bel Paese ormai sia sotto controllo. Dunque, prosegue la ‘battaglia senza quartiere’ che gli ambienti della scienza, soprattutto in Italia, sta vivendo ormai da mesi.


Sulla scarsa contagiosità del virus ci sono sette medici a smentirne la tesi. “Affermare che il rischio epidemico abbia cessato di esistere non ha nessuna base scientifica, può essere causa di disorientamento e indurre una parte della popolazione a non rispettare le indicazioni di contenimento che invece devono essere mantenute”.

Covid poco contagioso? La smentita

Ed è per questo motivo che Marcello Tavio (Ancona Ospedali Riuniti, presidente società italiana di malattie infettive e tropicali), Massimo Andreoni (Roma Tor Vergata), Giovanni Di Perri (Torino), Massimo Galli (Milano), Claudio Maria Mastroianni (Roma La Sapienza) e Carlo Federico Perno (Milano, microbiologia) spiegano come l’obiettivo della ricerca non sia quella della polemica. “Ma siamo preoccupati che dichiarazioni ottimistiche sulla minore contagiosità del Sars-CoV-2 possano fare credere erroneamente alla gente che il pericolo sia scemato”.

A sostegno della tesi scientifica avanzata dai 7 medici ci sono i focolai che si stanno sviluppando in Italia. “Ciò dimostra – si legge nella ricerca – che il virus attualmente circolante è attivo e contagiante. Quando incontra contesti in cui possono essere coinvolti anziani o pazienti a rischio è in grado di causare danni di estrema gravità del tutto simili a quelli che ha fatto all’inizio dell’epidemia”.

E il Covid che circola ancora in Italia non ha alcuna differenza con quello del Brasile che continua a provocare morti e contagi in modo esponenziale: “Il Sars-CoV-2 non si è dunque placato, non c’è ragione di credere alla sua benevolenza soltanto perché adesso dalle nostre parti si vedono meno casi”.

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