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Coronavirus, l’esperta: “L’Avigan ha gravissimi effetti collaterali”

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Il video del farmacista romano Cristiano Aresu sull’Avigan ha fatto il giro del web. “In Giappone – sostiene – abbiamo sconfitto il coronavirus e salvato milioni di vite umane grazie all’Avigan, un farmaco antinfluenzale capace di bloccare la malattia se somministrato in tempo”. Molte sono state però le perplessità di medici, farmacisti, virologi e esperti a tale riguardo. Pare infatti che Avigan contro il coronavirus abbia una serie di gravissimi effetti collaterali. La sua sperimentazioni in Italia rappresenta un fattore di rischio.

Coronavirus, effetti collaterali di Avigan

In Giappone avrebbe bloccato il progredire della malattia, qualora utilizzato all’emergere dei primi sintomi, nel 91% dei casi. Eppure – scrive Melania Rizzoli su Libero – sono molti gli effetti collaterali che l’Avigan, utilizzato contro il coronavirus, potrebbe avere sui pazienti.

Noto anche come Favipiravil, Avigan è un farmaco antivirale, prodotto nel 2014 dalla Toyama Kagaku Kogyo. La sua somministrazione, però, in Giappone è riservata “solo in presenza di ceppi virali nuovi o riemergenti per i quali non esistono altri farmaci efficaci”. Una sorta di farmaco alternativo quindi, proprio perché nasconde un fattore eratogeno, ovvero in grado di provocare malformazioni nei feti e favorire la comparsa di tumori maligni nelle persone.

Stando all’indagine sulla sperimentazione condotta in Giappone, pare che ai pazienti ai quali sia stato somministrato tale farmaco, le condizioni siano migliorate il 4 giorni. L’altro gruppo, al quale invece non è stato somministrato, ha impiegato 11 giorni per migliorare. Non è noto, però, il criterio sulla base del quale siano stati reclutati i pazienti, né il loro quadro clinico prima della sperimentazione dell’Avigan.