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Coronavirus, l’ultimo messaggio di una madre al figlio: “Sto morendo”

Coronavirus Bergamo messaggio whatsapp

Il coronavirus ha colpito con grande forza Bergamo, dove sono molte le vittime e le storie ad esse collegate, come quella di Annalisa, che prima di morire ha scritto alla sua famiglia l’ultimo messaggio WhatsApp che diceva: “Sto morendo”. Il racconto di questa triste storia viene fatto dal figlio maggiore della signora Annalisa, Nicola, in un’intervista rilasciata a TPI. “Mia mamma Annalisa aveva 75 anni ma, a parte qualche problema di cataratta stava bene – dice. Nicola – Intorno al 4 marzo ha cominciato ad avere la febbre e dolori muscolari molto forti. Abbiamo fatto tutta la trafila, il numero verde, il 112, il medico di base, ma tutti dicevano stia a casa, è una normale influenza. Il medico di base le ha prescritto un antibiotico”.

Coronavirus, l’ultimo messaggio di una madre

Successivamente, dato che la febbre non scendeva e che i casi nel bergamasco aumentavano sempre di più, la sua famiglia ha deciso di portarla in ospedale: “Mio padre il 9 marzo l’ha portata in ospedale, a Ponte San Pietro, reclamando un po’ di attenzione. L’hanno parcheggiata su una barella al pronto soccorso per un giorno in attesa di visite, c’era il caos. Le hanno fatto il tampone dopo un giorno, ma gli esiti sono arrivati dopo tre giorni. Quando è risultata positiva hanno cominciato a somministrarle i farmaci per il Coronavirus. Sembrava sotto controllo. Aveva solo i tubicini nel naso, facevamo videochiamate, raccontava a me, a mio padre e mia sorella come stava. Poi ad un tratto, il 18 marzo ha cominciato a stare male. Respirava a fatica, è finita sotto il caschetto”.

“Sto morendo”

Da quel momento, per stessa ammissione di Nicola, la strada è stata sempre più in salita. “La tragicità della cosa è che è stata lei a dirci che stava morendo. Su WhatsApp con un messaggio in cui ci informava che le stavano dando la morfina, che stava morendo. Solo dieci minuti dopo abbiamo ricevuto una chiamata dall’ospedale in cui ci dicevano che la situazione era disperata, che le avrebbero dato la morfina, ma secondo noi era già accaduto, come aveva scritto mamma. É stata lucida fino alla fine, ha chiesto all’infermiera cosa le stessero facendo, è certo. È morta 40 minuti dopo il suo messaggio”. Uno serie di messaggi molto difficile da leggere, soprattutto se a mandarli è tua madre da un letto d’ospedale, un letto a cui nessuno dei suoi cari può avvicinarsi.

Non ci sarà il funerale

Vista l’emergenza coronavirus la signora Annalisa non potrà avere un funerale, almeno nell’immediato. Ancora fresche negli occhi di tutti sono le immagini dei carri dell’esercito che trasportano le tantissime vittime che Bergamo ha dovuto registrare in questi giorni. Su questo punto c’è un particolare che rende ancora più aspro e duro il racconto di Nicola: “Non sappiamo dove sia nostra madre da quasi una settimana. Le pompe funebri hanno trasportato sabato sera la salma ad Almenno, dove raccoglievano le bare. Poi il lunedì, con i famosi camion dell’esercito, ci hanno detto che sarebbe andata in un forno crematorio a Bologna, ma noi non ne sappiamo più nulla. Quelli delle pompe funebri ci hanno detto che se continua così, vanno loro a Bologna a verificare. Chi fa informazione ed è abituato a macinare notizie non può capirlo, me ne rendo conto, ma per noi familiari vedere quei camion in fila è stato devastante”.