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Coronavirus, Landini: serve dialogo, tutelare salute... -2-

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Roma, 24 mar. (askanews) - Landini ha poi sottolineato che i sindacati hanno un "atteggiamento costruttivo. Vogliamo tutelare la produzione e la salute, il lavoro in tutte le sue forme e la crescita economica. Vogliamo perciò esaminare cosa togliere e cosa specificare. Un messaggio che dobbiamo cercare di dare tutti assieme è che si sta discutendo di cosa tenere aperto fino al 3 aprile. Non di cosa chiudere da qui all'eternità. Nessuno di noi vuole un provvedimento di chiusura per un tempo infinito, ma abbiamo la necessità di restringere l'attività e l'esposizione delle persone per il tempo indispensabile. Il numero uno della Cgil ha sottolineato che "se è vero che ora è il momento di stringere sia al Nord che al Sud per evitare l'estensione del contagio il criterio deve essere quello della eccezionalità e della effettività nella gestione di questo breve periodo. Per questo dobbiamo rivedere i codici e cercare di andare nel dettaglio rimodulando la tabella per renderla più utile all'obiettivo di fermare il coronavirus, non il Paese". Secondo Landini "alcune imprese stanno cambiando il loro codice Ateco per poter continuare a produrre. Non è possibile giustificarle. Il primo passo è di mettersi a lavorare sull'elenco delle attività essenziali e su quelle che a oggi possono fermarsi per qualche giorno. Aver introdotto nel decreto la deroga a livello territoriale per le aziende la cui attività è agganciata a quelle consentite, previa informazione e decisione prefettizia, ha scatenato una malsana rincorsa". Solo a Brescia e solo nella giornata di ieri "sarebbero arrivate oltre 600 richieste - ha proseguito - a Milano sempre ieri più di 1.000. Il rischio è che tutte le aziende che hanno un minimo collegamento con attività consentite chiedano comunque di produrre al 100%. Non è possibile consentire la produzione al 100% di quelle imprese che lavorano al 5% per aziende ritenute essenziali. Così perde senso il provvedimento che è stato fatto. Sarebbe importante che a fronte della richiesta aziendale ci fosse il parere sia delle istituzioni locali che delle organizzazioni sindacali così che la decisione prefettizia sia completa e informata. Se riusciamo a livello nazionale a tenere più stretti i codici e i sottocodici indicati - ha aggiunto Landini - permettiamo al territorio di modulare meglio le norme, i permessi e i necessari divieti. Aver sostenuto per esempio che tutte le attività aerospaziali e militari sono strategiche mi pare un messaggio sbagliato. Si tratta in maggioranza di imprese pubbliche". Il leader della confederazione di corso d'Italia ha proposto la sospensione "per qualche giorno" della produzione legata alla costruzione di armi. "Così come un conto è garantire il funzionamento dei sistemi in funzione - ha concluso - altro è sospendere per qualche giorno la produzione di nuovi sistemi. Allo stesso modo i cicli continui. E' ovvio che le attività di mantenimento vanno tenute aperte, ma. diverso è continuare a produrre di tutto. Pretendiamo che a Bergamo la produzione di bombole di ossigeno continui e, anzi, si rafforzi. Ma non la produzione di tubi. Per questo vogliamo discutere di come dare indicazioni chiare e stringenti perché tutti abbiano il senso della direzione in cui il Paese deve muoversi. Questo è ciò che insieme dobbiamo fare".