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Coronavirus, l'incognita più grande è il “fattore tempo”

Chiara Merico
Coronavirus, l'incognita più grande è il “fattore tempo”

Per Filippo Lanza di Hedge Invest Sgr i mercati hanno avuto una reazione scomposta, ma nel lungo periodo è possibile un rimbalzo, sempre che l’epidemia si arresti e che gli stimoli fiscali e monetari abbiano effetto

Negli ultimi giorni “la reazione dei mercati al coronavirus è stata a tratti scomposta, vista la grande incertezza e preoccupazione che ci sono in questo momento, spiega Filippo Lanza, gestore del fondo HI Numen Credit Fund di Hedge Invest Sgr. “Stiamo vivendo una situazione che non ha precedenti, in cui le informazioni sull’epidemia in corso sono disponibili per tutti in tempo reale e il mercato continua ad aggiustarsi sulla base dei nuovi sviluppi”.

SERVONO POLITICHE DI SOSTEGNO INCISIVE

Di per sé, osserva Lanza, “la reazione negativa dei mercati non è sbagliata. D’altra parte, ci aspettiamo che le autorità sia fiscali che monetarie mettano in atto politiche di sostegno incisive. Inoltre, potrebbero esserci sviluppi positivi per quanto riguarda il virus, legate in particolare a innovazioni tecnologiche come vaccini o a nuove tecniche per velocizzare i test. La nostra view di lungo periodo quindi rimane positiva, al di là della grande volatilità di breve termine, che sta impattando le valutazioni di tutti gli asset di rischio”.

RIMBALZO POSSIBILE

Provando a guardare più avanti, Lanza si attende “un rimbalzo abbastanza consistente dei mercati, che dipenderà però da due fattori: il miglioramento dell’epidemia e gli stimoli fiscali e monetari delle autorità. Tralasciando le oscillazioni nel breve, credo che il rimbalzo sarà genuino solo quando si inizierà veramente a percepire una certa serenità da parte di persone, aziende e operatori sanitari, vale a dire quando vedremo una riduzione del numero di contagi e una mortalità che resta costante o addirittura diminuisce”.

INCOGNITA TEMPO

Per l’esperto di Hedge Invest Sgr, tuttavia, “la più grande incognita resta il fattore tempo: più si andrà avanti con le condizioni attuali di quarantena e di rallentamento dell’attività economica, più si accumuleranno gli effetti negativi. La nostra speranza è che misure di contenimento draconiane – come quelle implementate in Cina e ora in Italia – riducano l’orizzonte temporale dell’impatto economico del virus”.

LA GUERRA DEL PETROLIO, UNA BUONA NOTIZIA PER I CONSUMATORI EUROPEI

Guardando invece l’inflazione, secondo Lanza c’è stato uno shock sia dal lato della domanda che dell’offerta e gli effetti cumulativi dovrebbero quindi cancellarsi nel medio termine. “Un aspetto positivo, più per l’Europa che per gli Usa, è la guerra dei prezzi del petrolio e la disintegrazione – almeno temporanea – dell’Opec: si tratta di uno shock deflazionario che è un’ottima notizia per i consumatori europei”.

ITALIA E CINA MEGLIO POSIZIONATE PER RISALIRE

Sul fronte degli investimenti, anche in questo momento difficile, per il gestore le opportunità non mancano. “Anzitutto, c’è stato un calo abbastanza indiscriminato dei corsi sia azionari che obbligazionari. Dal punto di vista geografico, paradossalmente i Paesi che sono già stati colpiti dal virus – come Cina e Italia – sono i più interessanti, avendo già scontato il tragico impatto umano, sociale ed economico del virus ed essendo meglio posizionati per risalire”.

L’Italia testa l’antivirale dell’americana Gilead Sciences contro il coronavirus

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NON RIPETERE GLI ERRORI DEL 2008

“Sono convinto che l’Italia resti un Paese dalle grandi risorse e dal grande potenziale e mi aspetto che l’Unione Europea garantirà un forte sostegno. Gli annunci di ieri della Bce vanno nella direzione giusta se, come auspicato dalla Lagarde, saranno supportati da uno stimolo fiscale ambizioso e coordinato a livello europeo”, spiega Lanza. “È arrivato il momento che i governi in Europa usino i tassi negativi per raccogliere risorse per strutture essenziali come sanità e infrastrutture telecom per competere con Cina e Usa. Gli errori del 2008 di lentezza e indecisione vanno assolutamente evitati. Serve un contesto di maggiore integrazione e un’unione fiscale: sarà essenziale il livello di coordinamento e unità politica a tutti i livelli perché l’Europa trasformi questa tragedia in un’occasione di rinforzo istituzionale e sociale a beneficio di tutti”.

APPROCCIO DISCIPLINATO

In un’ottica di lungo periodo, suggerisce Lanza, “potrebbe già avere senso per un investitore iniziare un piano di accumulo graduale, purchè mantenga comunque un approccio disciplinato, in quanto la volatilità sarà inevitabile”.

USA: TRUMP MINIMIZZA

Ben diversa la situazione negli Stati Uniti, dove “vediamo quasi una minimizzazione della crisi da parte dell’amministrazione Trump”, spiega l’esperto. Gli Usa sembrano molto più impreparati di Cina ed Europa ad affrontare il virus, se si considera anche che hanno un sistema sanitario privato e costosissimo, che potrebbe generare enormi problemi”.

COMPORTAMENTI E ABITUDINI NUOVE

Più in generale, “visto che nei prossimi tempi tutti si dovranno organizzare per lavorare e comunicare da remoto e che ormai videochiamate e smartworking stanno diventando la normalità per molti di noi, le aziende legate alle infrastrutture telecom, mobile e cloud possono essere un ottimo investimento in una prospettiva di lungo periodo. In effetti, l’epidemia sembra aver dato un’accelerazione a comportamenti e abitudini che poi potrebbero permanere anche oltre la crisi”, conclude Lanza.