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Coronavirus, mercati tra vuoti d’aria e vuoti comunicativi

Virgilio Chelli
Coronavirus, mercati tra vuoti d’aria e vuoti comunicativi

Gam Investments prevede ancora volatilità man mano che il deterioramento economico globale sarà evidente nei dati mentre le reazioni delle autorità politiche e monetarie arrivano alla spicciolata e non in modo organico

Le tempistiche di risoluzione della pandemia ormai dichiarata del coronavirus restano incerte, e a banche centrali e governi è affidato il compito di gestire il vuoto d’aria che questo inevitabilmente comporterà ancora per qualche mese. La situazione resterà particolarmente difficile sia sul fronte contagi che su quello dei mercati finanziari, che con la stessa velocità della diffusione del virus hanno preso una direzione ribassista, che è stata l’elemento sorprendente di questo movimento, che rappresenta il più rapido ingresso della storia in un bear market.

I PREZZI DEGLI ASSET ORMAI INCORPORANO UNA RECESSIONE NEL PRIMO SEMESTRE

Antonio Anniballe, gestore del team Multi Asset Italia di GAM Italia Sgr, osserva che la velocità è stata funzione del muoversi disordinato delle aspettative dal precedente scenario roseo ad uno di recessione globale, il tutto acuito da fattori tecnici, come la liquidazione indiscriminata delle posizioni da parte di operatori sulle commodities, Etf e fondi a target di volatilità, insieme al posizionamento dei dealer. Il pesante adeguamento dei prezzi incorpora una recessione economica e degli utili ormai inevitabile nel primo semestre, con l’eccezione del primo trimestre statunitense, e dei rischi di avvitamento della congiuntura, con potenziale contagio ad alcuni segmenti del credito e alla fragile architettura dell’area euro.

LE AUTORITA’ SI MUOVONO ALLA SPICCIOLATA PRODUCENDO SOLO EFFIMERI STRAPPI AL RIALZO

Per questo, secondo l’esperto di Gam, a pagare maggiormente sono gli anelli deboli, vale a dire azioni, credito e bond governativi del sud Europa. Ma il problema aggiuntivo, sottolinea Anniballe, è che le reazioni da parte del mondo politico e monetario arrivano alla spicciolata, lasciando l’impressione, almeno a livello comunicativo, di tentativi maldestri di tappare le falle che via via accennano ad aprirsi, più che di un organico e coordinato intervento. E questo, prosegue l’esperto di Gam, produce per il momento solo effimeri strappi al rialzo, che durano lo spazio di una seduta, o anche meno.

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LE RISPOSTE MONETARIE E FISCALI VARATE O DA VARARE SONO COMUNQUE DI PROPORZIONI INEDITE

Ma l’esperto di Gam riconosce anche che, al di là dei vuoti comunicativi, le risposte monetarie e fiscali varate o ancora “in nuce” sono di proporzioni inedite, e hanno l’obiettivo primario di preservare interi apparati finanziari e produttivi in questi mesi di “latitanza forzata” del consumatore, come i programmi di Fed e Bce per fornire alle banche facile finanziamento, agevolare la trasmissione del credito alle imprese, nel ruolo di “grandi compratori” sui mercati primari e secondari. Allo stesso obiettivo puntano anche le misure fiscali, come quelle italiane, statunitensi e francesi, con sgravi e agevolazioni a pioggia ai vari comparti produttivi e al consumatore finale.

METTERE IN CONTO ALTRA VOLATILITA’ MAN MANO CHE IL DETERIORAMENTO SARA’ CONFERMATO DAI DATI

Sicuramente a decidere dell’evoluzione dei mercati nei prossimi mesi saranno i dati epidemici, ma anche le reti di protezione che nel frattempo governi e banche centrali avranno saputo predisporre. Secondo l’esperto di Gam, le valutazioni attuali potrebbero rappresentare un buon punto d’ingresso, ma solo a patto che le autorità riescano a circoscrivere i costi economici del coronavirus entro i confini di una recessione transitoria. E in ogni caso, avverte Anniballe, bisognerà mettere in conto ancora volatilità nelle prossime settimane, man mano che il deterioramento economico si renderà evidente nei dati.