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Coronavirus, per Burioni i dati sui contagi sono poco affidabili

Coronavirus, per Burioni i dati sui contagi vanno rivisti

Il virologo Roberto Burioni reputa inaffidabili i dati diffusi sui contagi da Coronavirus in Italia. Ogni sera, alle 18, la Protezione Civile passa in rassegna i numeri della pandemia su territorio nazionale, ebbene secondo il professore questi andrebbero rivisti.

Burioni: “Numero di contagi inaffidabile”

L’affermazione del virologo è saltata fuori da un post su Twitter, in risposta ad un altro utente che gli chiedeva come mai la curva dei contagi non accenna ad appiattirsi. “I dati che ci leggono ogni giorno alle 18 non hanno molto senso“, ha detto Burioni.

Secondo il professore, la curva non esiste per questo motivo: servono dati più affidabili e per averli, è necessario fare tamponi ogni settimana su un campione di popolazione, per avere un’indicazione precisa dell’andamento del Coronavirus. “Inoltre, è necessario ricercare gli anticorpi nella popolazione per capire quanti hanno effettivamente contratto la malattia in queste settimane”, ha spiegato.

C’è confusione sui dati del Coronavirus

Anche la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg) ha appoggiato la teoria di Roberto Burioni, parlando di dati sempre più inattendibili. “Non vorremmo che la confusione sui dati servisse a nascondere la responsabilità dei generali nella Caporetto della sanità pubblica italiana”, hanno comunicato dalla Lombardia.

Sulla confusione circa la curva dei contagi si era espresso anche Attilio Fontana. Il Governatore della Lombardia ha spiegato perché, in realtà, non si stia verificando alcun aumento dei casi di Coronavirus, contrariamente a quanto diffuso. Il motivo è da ricercarsi nell’aumento del numero di tamponi effettuati.