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Coronavirus, profondo rosso sulle Borse europee dopo il nuovo crollo in Asia e a Wall Street

Antonio Cardarelli
Coronavirus, profondo rosso sulle Borse europee dopo il nuovo crollo in Asia e a Wall Street

Altra seduta difficile per le piazze finanziarie europee, Milano continua a perdere terreno. Ieri in Asia giornata di forte ribasso a Tokyo, Seul e in Cina. Male anche Wall Street, con gli indici entrati in territorio “correzione”

Il coronavirus continua a seminare paura nelle piazze finanziarie globali. Dopo la debacle registrata nella seduta di ieri (giovedì) a Wall Street, anche le Borse asiatiche affondano nuovamente chiudendo una settimana da dimenticare. Profondo rosso anche per le Borse europee, con l’indice Ftse Mib di Milano che perde oltre il 3,58%, Francoforte (DAX) in ribasso del 3,93%, Parigi (CAC 40) che chiude a -3,38% e Madrid (Ibex 35) a -2,89%. Lo spread tra i rendimenti dei titoli governativi italiani a dieci anni e i Bund decennali tedeschi torna a salire e chiude a 175 punti base.

WALL STREET

Le pesanti vendite registrate a Wall Street trascinano al ribasso le Borse globali. Ieri l’indice S&P 500 ha chiuso con un -4,42%, tornando dopo tanto tempo sotto la soglia dei tremila punti, perdita identica anche per il DOW 30 mentre ha fatto leggermente peggio l’indice tecnologico Nasdaq, che ha ceduto il 4,61%. Wall Street arrivava da picchi record, vero, ma in questa settimana – in attesa della seduta di venerdì – le perdite hanno già superato il 10% sui tre indici, entrando quindi in area correzione.

ASIA IN ROSSO

Continuano a soffrire le Borse asiatiche. Segno negativo non solo a Seul (-3,35%) dove i casi continuano ad aumentare, ma anche per il Nikkei 225 di Tokyo (-3,67%) e per l’indice di Shanghai (-3,71%) nonostante un rallentamento dei contagi e dei decessi rispetto ai giorni scorsi. Proprio dal Giappone, intanto, arriva la notizia che il governo è pronto a varare un decreto per chiudere le scuole per un mese.

Con un buon fondo bilanciato si può resistere anche all'effetto coronavirus

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RENDIMENTO TREASURY AI MINIMI

Il nervosismo sui mercati rischia di lasciare spazio alla paura vera e propria. In attesa di capire se i governi saranno in grado di puntellare economie messe a durissima prova dagli effetti collaterali del virus, gli investitori si rifugiano nell’oro, nello yen e nei Treasury decennali Usa, che toccano un nuovo minimo nei rendimenti (1,296%).

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CRISI DI FIDUCIA

A spaventare il mercato Usa, da cui dipende gran parte delle performance delle altre Borse, è una certa confusione sulla diffusione del coronavirus nel Paese. Trump, che ha visto andare in fumo un terzo dei guadagni di Wall Street raggiunti durante il suo mandato, sta affrontando una crisi di fiducia. E i report che parlano di utili fermi nel prossimo trimestre per le aziende Usa di certo non aiutano.