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Coronavirus, proposta dal Regno Unito: “Cina risarcisca i Paesi del G7”

Antonio Cardarelli
Coronavirus, proposta dal Regno Unito: “Cina risarcisca i Paesi del G7”

Un report del think tank londinese Henry Jackson Society accusa la Cina di aver indotto in errore il resto del mondo e invita i governi a chiedere un maxi risarcimento da 3,6 trilioni di euro

Un’azione legale contro il governo cinese per ottenere il risarcimento dei danni provocati dal coronavirus. La proposta arriva da un think tank inglese di orientamento conservatore, la Henry Jackson Society, che ha pubblicato una ricerca che mette sotto accusa la Cina. In particolare, secondo il documento, il governo guidato da Xi Jinping non avrebbe avvertito tempestivamente gli altri Paesi sui rischi dell’epidemia partita da Wuhan e, inoltre, avrebbe omesso di comunicare i numeri reali del contagio.

ACCUSE AL GOVERNO CINESE

Accuse pesanti, che stridono con le prime considerazioni sull’operato del governo cinese (in molti avevano rilevato una maggiore trasparenza rispetto all’epidemia di Sars del 2002) e con gli aiuti portati dalla stessa Cina alle nazioni più colpite, a cominciare dall’Italia. Ma secondo la Henry Jackson Society questa campagna avrebbe solamente lo scopo di coprire gli errori fatti nelle prime settimane di diffusione dell’epidemia.

DANNI MONSTRE

In sostanza, stando a quanto si legge nel report, la Cina, comunicando cifre sottostimate, avrebbe indotto in errore i governi delle altre nazioni. Henry Jackson Society ha quantificato il danno subito dalle nazioni del G7 in 3,2 trillion di sterline, al cambio attuale circa 3.600 miliardi di euro. Solo la Gran Bretagna, secondo i calcoli, potrebbe chiedere un risarcimento di almeno 350 miliardi di sterline. Il think tank londinese consiglia al governo di Boris Johnson di presentare ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia.

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LA LETTERA DI 15 DEPUTATI AL GOVERNO

Secondo la stampa britannica il documento, dal titolo “Compensazione del coronavirus: valutazione della potenziale colpevolezza della Cina e delle vie di risposta legale”, avrebbe già ottenuto il sostegno di 15 deputati conservatori che avrebbero scritto al governo per chiedere di rivedere i rapporti con la Cina. Sotto accusa, per la gestione poco trasparente dell’epidemia di Covid-19, ci sarebbero i vertici del Partito Comunista cinese.