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Coronavirus, Ricciardi chiede di alzare l'allerta per frenare il contagio in Italia

·2 minuti per la lettura
Covid, Ricciardi: "Tamponi necessari, 2 ospedali su 3 non sono pronti"
Covid, Ricciardi: "Tamponi necessari, 2 ospedali su 3 non sono pronti"

Walter Ricciardi guarda ai successi raggiunti nella battaglia contro il Covid-19, ma si dice preoccupato se guarda agli esiti dei tamponi e alle condizioni di molti ospedali. In un’intervista a Il Messaggero, il consulente del Ministero della Salute per l’emergenza coronavirus guarda ai numeri dell’infezione analizzando l’allentamento dei mesi estivi.

Covid, Ricciardi: “Tamponi e ospedali adeguati”

Dismessi gli elogi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per come l’Italia sta affrontando la pandemia, il membro italiano del bord Oms ammette: “Adesso paghiamo l’allentamento della guardia avvenuto in estate“. Ricciardi ammette che nel Belpaese la situazione è ancora sotto controllo, ma guarda alle cifre e la crescita lo proeccupa: “Se hai tremila casi oggi, dopo due settimane stai a quindicimila. Non dobbiamo più sgarrare” aggiunge. La strategia suggerita dall’esperto è fare un punto settimanale per trovare la strategia più utile in relazione agli ingressi dai Paesi stranieri. Più tamponi, quindi, soprattutto dagli Stati a rischio come Regno Unito e Belgio.

Stato d’emergenza e situazione negli ospedali

Per Ricciardi, le condizioni di alcuni ospedali non sono buone. Se “regioni come l’Emilia, il Veneto, anche il Lazio, sono messe bene“, “altre sono molto indietro, è allarmante“. Per il virologo, due ospedali su tre non sarebbero nelle condizioni per fronteggiare una seconda ondata. Le terapie intensive – assicura – sono preparate, ma il potenziamento è avvenuto a macchia di leopardo. Sono un punto interrogativo“. Un aiuto per il monitoraggio potrebbe essere l’app Immuni, oggi ferma a soli cinque milioni di download. Su questo, Riccardi dice che “ha vinto la demagogia, eppure l’app è essenziale“. Uno scenario che non riflette la realtà sull’operatività di Immuni: “Il contact tracing funziona: ha 200 casi al giorno, ognuno di questi determina indagini per 4,5,6 persone. Quindi devi tracciare mille persone al giorno“.