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Coronavirus, Rider: incompresibile strumentalizzazione sindacati

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Roma, 23 mar. (askanews) - "In relazione alle recenti misure restrittive deliberate dal Governo per arginare in tempi sempre più rapidi i contagi da COVID-19, non si capisce la posizione dei sindacati quali Uil, Cgil e Cisl che vorrebbero la chiusura del servizio di delivery oggi espletato da diversi operatori che gestiscono le piattaforme attraverso le quali un numero significativo di riders continua a svolgere il proprio lavoro, sia per non pesare sulle casse pubbliche, beneficiando del reddito di cittadinanza o di altri ammortizzatori sociali, sia per fornire un servizio alla comunità che, correttamente, rispettando le regole rigide indicate dal Governo, limita le uscite dalla propria abitazione". Lo scrive in una nota l'Anar, l'Associazione nazionale autonoma dei rider.

"Non si comprende - aggiunge - la strumentalizzazione perseguita dalle OO.SS. che è del tutto fuori luogo oltreché controproducente per il rispetto delle regole e misure indicate nei provvedimenti governativi. Durante tutto il processo tutti devono rispettare le regole per la prevenzione del contagio,sia le piattaforme, sia i rider, sia i locali adibiti così da poter garantire un servizio efficiente ed in sicurezza al 100%. Il rider decide in totale autonomia se continuare a lavorare indossando,ovviamente, i dispositivi di sicurezza utili alla prevenzione quali mascherine, guanti, gel disinfettante e rispettando le distanze prestabilite fra le persone oppure rimanere a casa. Attraverso la consegna in sicurezza garantiamo il rispetto dei provvedimenti governativi limitando l'uscita della popolazione dalle proprie abitazioni".