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Coronavirus, sindacati Italia-Svizzera: restrizioni siano omogenee

Red-Asa

Milano, 26 mar. (askanews) - Per i sindacati italiani e svizzeri che operano nelle aree transfrontaliere è necessario che i Governi di Roma e Berna adottino, d'ora in poi, provvedimenti il più possibile omogenei tra i due Paesi, volti a limitare la rapida diffusione del Coronavirus a causa dei flussi del lavoro frontaliero in uscita dall'Italia. A tal proposito le organizzazioni dei lavoratori auspicano in una nota congiunta ulteriori e più efficaci iniziative congiunte dei Ministeri degli Esteri dei rispettivi Paesi al fine di individuare linee guida comuni anche con i Governi Cantonali di Bellinzona, Coira e Sion. In queste ore la preoccupazione delle Amministrazioni locali si è concretizzata con richieste di Comuni e Province di confine nei confronti dei Governi Cantonali (nello specifico dei Comuni della Valchiavenna, della provincia di Como e del Verbano Cusio Ossola).

Preoccupazioni che i sindacati fanno proprie chiedendo: la chiusura di tutte le attività non strategiche nei Cantoni di confine finalizzata alla riduzione dei flussi transfrontalieri; l'allargamento ulteriore dello smart working in tutte le attività compatibili; garanzia dell'effettiva possibilità di lavorare nel rispetto delle norme igieniche accresciute e delle distanze sociali di sicurezza nelle imprese strategiche in attività; disponibilità dei dispositivi di protezione individuale (DPI); mantenimento dei piccoli varchi aperti a garanzia tanto delle viabilità quanto dei controlli della polizia di frontiera.

I sindacati esprimono infine sostegno e vicinanza a quei lavoratori che, in queste ore in Italia, sono costrette a ricorrere allo sciopero per affermare il proprio diritto alla salute nell'interesse generale delle comunità.