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Coronavirus, i siti più visitati: le due impennate di Inps e PornHub

Coronavirus siti più visitati

Grazie ai dati forniti da Google Trends relativi alla frequenza con cui una parola è stata inserita nei motori di ricerca, è possibile analizzare i siti più visitati dagli italiani durante la quarantena forzata dallo scoppio dell’epidemia di coronavirus. Tra questi vi è sicuramente PornHub, ampiamente superato però dal portale dell’Inps nella giornata del 1 aprile 2020.

Coronavirus: i siti più visitati

Da quando hanno avuto avvio le misure di isolamento, diversi siti hanno offerto la possibilità di poter usufruire gratuitamente di servizi normalmente a pagamento. Tra questi PornHub che ha reso visibili i contenuti della versione Premium anche a coloro che non sono abbonati. L’annuncio è avvenuto ai primi di marzo tanto che, confrontando la quantità di volte in cui il termine è stato cercato negli ultimi novanta giorni, si nota un’impennata proprio a ridosso della novità:

Pornhub 90 giorni

Dal grafico si evince che, pur con momenti di alti e bassi, la piattaforma rimane in media molto più cercata rispetto al periodo in cui gli utenti non iscritti avevano a disposizione soltanto contenuti limitati. Quanto invece al calo che si registra nella parte finale della tabella e che rappresenta i giorni a cavallo tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, questo va a compensare invece l’ascesa del sito dell’Istituto Nazionale di Previdenza.

Proprio dal primo del mese iniziava infatti la possibilità di fare richiesta, per partite Iva e liberi professionisti colpiti alla crisi causata dall’epidemia, di un contributo di 600 euro. Confrontando la frequenza delle ricerche con oggetto “Inps” nel medesimo periodo, si nota infatti un brusco aumento da quando il governo ha annunciato il sussidio ed è stato possibile mandare la domanda:

Inps 90 giorni

Quest’ultimo sito ha insomma preso il sopravvento sul precedente. Paragonando le ricerche di entrambi effettuate il 1 aprile, la vittoria del sito dell’Inps (blu) su quello di PornHub (rosso) è schiacciante, tanto più che per molte ore non è stato funzionante e quindi ogni italiano ha dovuto recarsi sul portale più volte per verificare se si fosse ripreso ed eventualmente effettuare la propria domanda:

Trend 1 aprile

Se durante la notte i due siti non hanno avuto molta differenza di ricerche, la sera prima, il mattino e tutto il pomeriggio l’impellenza della richiesta del sussidio ha avuto la meglio sul sito pornografico. Una volta poi che il sito dell’Inps è tornato in funzione dopo aver risolto il presunto tentativo di hacker, tra i due non c’è più nemmeno paragone:

Trend sera 1 aprile

Com’è cambiato il rapporto tra i due siti

Oltre ad essere cambiato durante la giornata del 1 aprile, il rapporto tra la ricerca dei due siti è in generale cambiato durante la quarantena. Mentre nel grafico che mostra l’andamento degli ultimi dodici mesi le curve di PornHub e Inps, a parte qualche picco, differiscono di poco fino a fine mazo 2020 (le colonne relative alla media lo dimostrano), in quello relativo agli ultimi sette giorni la situazione è ribaltata. Il sito contenente materiale pornografico raggiunge infatti picchi notevolmente superiori a quelli dell’Istituto fino al 30 marzo. In tale data tutto si capovolge e l’Inps prende il sopravvento rimanendo nettamente più cercato rispetto al contendente:

Trend 12 mesi
Trend 7 giorni