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Coronavirus,Slc-Cgil: tutelare sicurezza degli operatori di Poste

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Roma, 12 mar. (askanews) - Slc-Cgil denuncia il ritardo nelle dotazioni agli operatori di Poste Italiane per la salvaguardia della salute nell'esercizio delle loro funzioni.

"In questa fase così drammatica per il Paese - afferma il segretario nazionale Nicola Di Ceglie - Poste Italiane, con 130mila lavoratori, sta facendo la sua parte, garantendo il servizio pubblico, nonostante l'emergenza data dalla diffusione del Coronavirus, tenendo gli uffici aperti e consegnando la corrispondenza. Per questo servizio gli operatori stanno pagando un prezzo alto, molti si sono ammalati, altri si trovano in quarantena e a tutti va la nostra solidarietà e l'augurio di una pronta guarigione".

"In questi giorni tutto il movimento sindacale ha avuto un grande senso di responsabilità - prosegue Di Ceglie - cercando di fare sinergia con la task force di Poste Italiane, questo sforzo ha portato alla razionalizzazione degli uffici sul territorio, alla postalizzazione degli oggetti a firma e a una forte spinta al lavoro agile".

Quindi il segretario nazionale Slc conclude: "Registriamo però su molti territori un forte ritardo sulla consegna di tutte le dotazioni di protezione individuali previste e sulla sanificazione dei posti di lavoro: non si può continuare a mettere a rischio l'incolumità di lavoratori, pretendendo dagli stessi il presidio del servizio, da tutti quei portalettere e sportellisti che ogni giorno svolgono un lavoro al pubblico".