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Coronavirus, Unrae: vendite auto marzo a picco, attese solo 30mila

Glv

Roma, 18 mar. (askanews) - Crollo delle immatricolazioni di auto in Italia a marzo per il coronavirus, con una stima di meno di 30mila macchine vendute contro le quasi 200mila dello stesso mese dell'anno scorso. Lo sostiene l'Unrae, l'associazione delle case automobilistiche straniere. "Da quando sono state applicate all'intero territorio nazionale le misure di contenimento dell'epidemia - afferma il direttore generale Andrea Cardinali - il mercato delle auto in Italia ha avuto un vero e proprio tracollo, con ormai poche decine di immatricolazioni al giorno e una previsione per l'intero mese di marzo di meno di 30mila unità contro le 194mila di marzo 2019".

"I dati di febbraio - spiega Cardinali dopo le immatricolazioni in Europa diffuse dall'Acea (-7,4%) - non sono ancora influenzati dall'emergenza coronavirus e confermano la crisi ormai strutturale del mercato dell'auto europeo, sorretto dai grandi sforzi economici di case automobilistiche e reti di distribuzione. L'outlook per il 2020, già negativo prima dell'inizio del dramma sanitario che il mondo intero sta vivendo, rischia di diventare insostenibile per la situazione economica e sociale che ne scaturisce, gravissima, e senza precedenti".

"Con un ritardo di qualche giorno - evidenzia il dg - gli altri mercati europei stanno seguendo le orme dell'Italia. Negli ultimi giorni quasi tutti gli impianti europei di produzione di veicoli sono stati bloccati, salvo rare eccezioni, con effetti pesantissimi sull'occupazione e sul contributo economico che il settore automotive fornisce in tutta Europa".

"Al momento - secondo Cardinali - è impossibile prevedere la durata e l'esito della crisi sanitaria e socio-economica che stiamo soffrendo ed è quindi impossibile elaborare previsioni di mercato. Quel che è certo è il fortissimo rischio da parte dell'industria automobilistica europea di non raggiungere gli sfidanti obiettivi di abbattimento delle emissioni di CO2 in vigore a partire da quest'anno, con il risultato di dover pagare onerose multe a causa dell'interruzione delle catene di fornitura dei componenti elettrici per i veicoli a basse emissioni, a fronte di volumi di mercato falcidiati: una situazione insostenibile dal punto di vista finanziario".

L'Unrae "ritiene quindi urgente la predisposizione da parte delle istituzioni europee e nazionali, durante e dopo l'emergenza, di misure integrate e coordinate, sia dal lato della domanda sia da quello dell'offerta, a supporto della filiera automotive continentale, che occupa quasi 14 milioni di persone e potrebbe fungere da traino alla ripresa economica, visto il suo peso sul Pil e l'effetto moltiplicatore dei suoi ingenti investimenti, circa 60 miliardi di euro ogni anno".