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Coronavirus, V.Boccia: si cerca capro espiatorio, non ci stiamo

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Milano, 23 mar. (askanews) - "Le strumentalizzazioni stanno superando il livello di guardia. Qui si vuole cercare il capro espiatorio. E Confindustria non ci sta". Così il presidente dell'associazione degli industriali, Vincenzo Boccia, replica, in un'intervista al Corriere della Sera, alle accuse che andassero chiuse prima le fabbriche non essenziali dopo la firma, solo ieri sera, del decreto che ferma la produzione in gran parte d'Italia per combattere l'emergenza coronavirus.

"Attenzione perché le filiere sono trasversali - ha spiegato Boccia - Non si possono forzare dentro a un codice Ateco (la stringa di numeri che identificano le varie attività nei rapporti con la pubblica amministrazione, ndr). Prendiamo le aziende dell'automotive che stanno producendo valvole per i respiratori: anche loro non sono comprese nei codici Ateco che possono andare avanti a produrre. Attenzione alle rigidità, usiamo il buon senso".

"Crediamo - ha sottolineato Boccia - che affidare ai prefetti il controllo delle aziende che devono garantire beni e servizi per le filiere essenziali sia lo strumento giusto". E il sindacato minaccia lo sciopero generale? "Non abbiamo chiesto nessuna flessibilità - ha osservato il presidente di Confindustria - Ci assumiamo la responsabilità di tenere aperte le imprese per assicurare le filiere dell'alimentazione e della farmaceutica. Il decreto tra l'altro riduce i codici, non li amplia".