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Correzione da manuale

Pierluigi Gerbino
·4 minuto per la lettura

E’ qualche seduta che l’indice più importante del mondo, l’americano SP500, si sta comportando come da manuale e sta rispettando in modo molto preciso i livelli tecnici che si possono individuare sui grafici. Quella che ha sviluppato a partire dal massimo storico del 17 marzo è infatti una correzione piuttosto ordinata e canonica.

Descriviamo l’ultima puntata della serie, andata in onda ieri. Avevo scritto ieri mattina che questo indice era atterrato alla fine della seduta di mercoledì a 3.889 punti, esattamente nell’area di supporto che avevamo indicato, compresa tra 3.887 e 3.890. Avevo poi ipotizzato i due scenari che da quel livello avrebbero potuto delinearsi nella seduta di ieri, affermando quella che per me pareva l’unica certezza su cui scommettere: che a fine seduta sarebbe stato significativamente lontano da quel livello, perché su quel supporto si sarebbe combattuta una battaglia e, da una battaglia, esce sempre un vincitore ed un vinto. Così è stato. Anzi, ieri il mercato ha avuto molta voglia di agitarsi e di battaglie ne ha combattute addirittura due. 

La prima si è svolta nella parte iniziale della seduta, ed è stata quella che ha visto prevalere ancora una volta i ribassisti. Il supporto è stato sfondato e l’indice delle 500 blue chips americane ha proseguito la scivolata iniziata nella seconda parte della seduta precedente, scavalcando addirittura con un gap ribassista il supporto su cui si era arrestato la sera prima.

Avevo ipotizzato nel commento di ieri mattina:“In caso di violazione ribassista di quest’area possiamo attenderci  il probabile test dell’area chiave intorno a 3.850, dove passa oggi la media mobile a 50 sedute e giace il secondo e più importante livello (50%) di ritracciamento di Fibonacci del movimento rialzista di marzo.”

Così è stato, e con estrema precisione, perché nei 10 minuti a cavallo delle ore 16 europee la discesa è arrivata a 3.853,5 ed ha baciato la media mobile esponenziale a 50 sedute. Ovviamente ha anche raggiunto il 50% di ritracciamento del movimento rialzista della prima parte di marzo.

Missione compiuta.

A quel livello era verosimile che i compratori fossero attestati dietro le barricate di quel supporto chiave per produrre il massimo sforzo difensivo al fine di arrestare l’avanzata dei ribassisti e tentare il contrattacco, approfittando di un certo eccesso di ribasso che si vedeva sugli indicatori intraday. 

Infatti questo supporto ha tenuto ed è partita la controffensiva rialzista, con un rimbalzo che è tornato rapidamente sul precedente livello di supporto, sfondato ad inizio seduta, che ora doveva essere affrontato dal basso e visto come resistenza. Superato di slancio 3.889, ed effettuato un po’ di consolidamento lì attorno, i 90 minuti finali della seduta hanno presentato un nuovo forte impulso rialzista che ha portato l’indice a segnare un massimo di seduta a 3.920 e chiudere a 3.910, più di 20 punti al di sopra della chiusura del giorno prima (+0,52%).

Ad impressionare non è certo il mezzo punto di rialzo di giornata, ma il fatto che dai minimi raggiunti alle 16 il rimbalzo è stato tre volte tanto (+1,45%) e soprattutto la buona prova data dai rialzisti al secondo appello, proprio quando serviva il massimo della convinzione. 

Questa prova di fiducia, espressasi con un rimbalzo impulsivo, aumenta decisamente le probabilità che 3.853 rappresenti il fondo della correzione.

Lo potremo verificare già oggi, giornata finale della settimana, che ci deve fornire proprio questa conferma. Infatti, se il tentativo di inversione di tendenza si vede abbastanza bene sui grafici intraday, quelli a cadenza giornaliera debbono ancora dimostrare molto.

Infatti la correzione in atto è ancora ben incastonata in un perfetto canale ribassista, che comprende tutti i massimi discendenti ed i due minimi relativi delle sei candele che per ora la compongono.

Quella di ieri ha segnato il secondo minimo discendente. Oggi, per terminare la correzione, occorre superare non solo il massimo di ieri, ma anche fuoriuscire al rialzo dal canale ribassista, scavalcandone il bordo superiore, che ora passa da quota 3.923 circa.

E’ questo il compito che SP500 deve svolgere oggi.

Un compito che appare facilitato dal buon rimbalzo attuato stamane dagli indici asiatici, che peraltro hanno corretto assai più di quelli americani.

Non  so invece quanto possa contribuire l’Europa, che da 5 sedute appare ingessata ed anche ieri ha chiuso la seduta in sostanziale parità, sia con Eurostoxx50 che con i principali indici di Eurolandia.

Del resto Eurostoxx50 ha corretto poco, per cui ha poco da recuperare.

Il tratto distintivo dell’Europa ultimamente pare proprio essere l’immobilismo. Non solo in Borsa.

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online