Correzione: manca solo l'America

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Ieri le borse americane hanno passato il terzo giorno consecutivo di contrattazioni incollate ai medesimi valori, che per l’indice SP500 coincidono con l’area dei massimi di settembre 2012, intorno a 1.475 punti. Il listino USA è apparso ingessato e titubante, ma non ancora pronto per la correzione.

Nonostante l’affondo di Obama, che ha cominciato ad attaccare i repubblicani evocando catastrofi economiche se non sarà concesso l’innalzamento senza condizioni del tetto del debito, ed il continuo calo di Apple (NasdaqGS: AAPL - notizie) , dopo le delusioni sulle vendite del nuovo Iphone5, sono arrivati dati macro positivi a sostenere la tenuta del mercato rappresentato dall’indice SP500, che ha chiuso a 1.472.

Nel resto del mondo finanziario invece la correzione sembra proprio pronta alla linea di partenza.

I due principali indici europei (Dax (Xetra: ^GDAXI - notizie) e Eurostox50) hanno dato i primi segni di debolezza. Il primo è sceso fino a chiudere il Gap (NYSE: GPS - notizie) rialzista creato il 2 gennaio, sull’onda del sollievo per il provvisorio accantonamento del Fiscal Cliff. Il secondo ha messo in mostra il secondo calo giornaliero consecutivo, cosa che da metà novembre in poi non si era più vista. E’ ancora presto per sputare sentenze, ma certamente i dubbi nell’area euro cominciano ad affiorare e scalfire la corazza di euforia degli investitori.

Se a questo aggiungiamo stamane il violento storno, di oltre 2 punti e mezzo, registrato in Giappone e la debolezza affiorante un po’ a tappeto in tutte le borse asiatiche, cogliamo buoni motivi per diventare guardinghi e cominciare anche a pensare che la correzione sia un evento che sta nel novero delle possibilità.

Manca solo il catalizzatore di tutte queste incertezze, in grado di trasformarle in una pioggia di vendite e dare il via ad una fase di correzione significativa, di cui sentiamo la mancanza dallo scorso giugno.

, Potrebbe arrivare oggi. Oppure no. Gli indici USA sono specializzati nel costruire trappole per orsi e spiazzare gli altri mercati quando meno se lo aspettano.

Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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