La corruzione travolge le campagne di sensibilizzazione nelle scuole: arresti al Ministero dell'Agricoltura

"Un giro di privilegi e malaffare inquietante". Così il procuratore aggiunto di Roma, Nello Rossi ha definito l'indagine che ieri mattina ha coinvolto il Ministero delle Politiche agricole, portando all'arresto di 11 tra imprenditori, dirigenti e funzionari del dicastero.

I reati di cui sono accusati - che hanno coinvolto complessivamente 37 persone del Ministero - riguardano corruzione e turbativa d'asta su erogazione di contributi statali.
Tra gli appalti truccati individuati dalla Guardia di Finanza, quelli riguardanti iniziative nelle scuole italiane ed europee. In particolare, il progetto Frutta nelle scuole - del valore di oltre 13 milioni di euro - finalizzato ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e Food4U , per la realizzazione di video di sensibilizzazione sull'importanza di un'alimentazione consapevole, del valore di circa 3,8 milioni.

In carcere, nomi importanti. Come Giuseppe Ambrosio, detto il "Centurione", ex capo di gabinetto dei ministri Galan e Zaia e attuale capo segreteria del sottosegretario Braga, considerato figura centrale di questo vasto giro d'affari. In manette anche la moglie di Ambrosio, Stefania Ricciardi assieme all'altro dirigente del ministero Francesco Saverio Abate e al dirigente pubblico Ludovico Gay. E ancora:  il dirigente della Confederazione italiana agricoltori Alfredo Bernardini e l'impiegato del ministero Michele Mariani. Domiciliari invece per il funzionario Luca Gaudiano, il direttore del Consorzio Parmigiano reggiano Riccardo Deserti, oltre agli imprenditori Maria Claudia Golinelli, Luigi Cardona e Oliviero Sorbini.

Un vero e proprio "sistema" ben radicato e perfettamente coordinato. Secondo le indagini, portate avanti da marzo 2007 a maggio 2011, c'erano accordi tra i funzionari delle Politiche Agricole e gli imprenditori di turno, che prevedevano l'erogazione di contributi e finanziamenti pubblici o la stipula di contratti, fino all'aggiudicazione di appalti e bandi di gara, talvolta pilotati.
In cambio, gli imprenditori compensavano i loro pubblici benefattori con beni d'ogni sorta: da somme di denaro a vacanze pagate in Usa e Francia, soggiorni presso lussuosi resort e centri benessere, oltre ai consueti posti di lavoro per parenti, amici ed amanti.

Un sistema che nella sua corruzione seguiva anche criteri democratici: quando i finanziamenti pubblici erano pochi e non potevano dunque accontentare le richieste di tutti, era prevista una rotazione. In questo modo, veniva soddisfatto un funzionario alla volta, nel  pieno rispetto della turnazione.
Oltre ai progetti ministeriali, altri contributi pubblici sono stati erogati in iniziative come La Giornata Nazionale dell’Agricoltura (154.800 euro) e L’Asta Internazionale del Tartufo, del valore di 263.210 euro. Nelle indagini, l'accusa più pesante grava su Ambrosio, non solo per aver favorito alcuni imprenditori, ma per aver cooperato alla concessione di contributi pubblici a favore dei comuni di Maratea (63.500 euro) e Todi (125.000 euro), ricevendo in cambio l'omessa vigilanza edilizia volta a favorire l'abusivismo nella costruzione di ville  proprie in questi territori.

Il valore dei beni sequestrati e recuperati - tra denaro, conti correnti, terreni, auto moto e quant'altro - si aggira intorno ai 22 milioni di euro, ma il giro d'affari si aggira intorno ai 32 milioni di euro.