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Corte Conti: su fisco no invasione campo, da noi un aiuto

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Roma, 12 nov. (askanews) - "Nessuna invasione di campo. Abbiamo solo messo a disposizione del governo, del Parlamento e dell'opinione pubblica il nostro contributo per una riforma della giustizia tributaria di cui si parla da tempo, attraverso lo strumento appositamente codificato della risoluzione del Consiglio di presidenza". Il presidente della Corte dei conti, Angelo Buscema, in un'intervista al Corriere, spegne la polemica scoppiata nei giorni scorsi dopo la risoluzione che la stessa Corte ha inviato al presidente del consiglio Giuseppe Conte con l'idea di inserire i propri magistrati nelle commissioni tributarie provinciali e regionali, quelle che oggi hanno competenza esclusa sui ricorsi in tema di fisco.

"Noi non abbiamo avanzato nessuna proposta di cancellare le attuali commissioni tributarie, provinciali e regionali, per poi attribuire le loro competenze alla Corte dei conti - spiega - il nostro suggerimento è di mantenere le commissioni tributare sia provinciali che regionali, integrandole progressivamente con singoli magistrati della Corte dei conti. Non ci sarebbe nulla di traumatico, si tratterebbe di un subentro graduale. E soprattutto la competenza non sarebbe spostata alla Corte dei conti ma cambierebbe progressivamente la composizione delle attuali commissioni tributarie. È una cosa ben diversa".

A proposito del fatto che non ci sarebbe più la competenza della Cassazione, Buscema ha risposto: "Anche questo non è vero. Se restano le commissioni tributarie resta pure la competenza della Cassazione ed è infatti questo l'unico modo per rispettare la Costituzione".

"La nostra è un'istituzione super partes - ha sottolineato - la terzietà dei nostri magistrati viene riconosciuta ogni giorno nell'attività giurisdizionale che già oggi svolgiamo in una materia delicata come quella dei diritti sociali, con le pensioni civili, quelle militari e quelle di guerra. E che peraltro è sancita dalla Costituzione e dalla Corte costituzionale".