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Cos'è questa storia del "Tinder di Stato" del regime iraniano per promuovere matrimoni duraturi e consapevoli

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Photo credit: NurPhoto - Getty Images
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App di dating a servizio del regime. È solo l'ultima novità, in ordine di tempo, del governo iraniano, che per contrastare l'invecchiamento della popolazione e promuovere matrimoni duraturi e consapevoli ha introdotto un'app di Stato per incontri. Si chiama “Hamdam”, che in lingua farsi significa “compagno di vita”, ed è stata sviluppata dal Tebyan Cultural Institute, un ente legato al governo, con l'obiettivo di aumentare il numero di coppie sposate e dunque di natalità (dal momento che i rapporti matrimoniali sono, in teoria, illegali).

Photo credit: NurPhoto - Getty Images
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C'è chi ha già ribattezzato la piattaforma "Tinder di Stato", ma si tratta in realtà di un paragone improprio. Prima di tutto perché in Iran tutte le app di incontri sono illegali e, come tali, bandite dal Paese e poi perché ogni presunto match è vincolante quasi quanto una proposta di matrimonio. Quando infatti l’app individua una compatibilità tra due iscritti – ovviamente di sesso opposto, essendo l’omosessualità illegale in Iran –, propone la presentazione delle rispettive famiglie alla presenza di un consulente apposito incaricato di «accompagnare» la coppia per i quattro anni successivi alle nozze. Un pretesto – denunciano in molti – per vigilare sulla condotta degli innamorati e monitorare più da vicino le nascite, in continuo calo. Le autorità sperano così di invertire una pericolosa tendenza che ha visto scendere il numero medio di figli per donna da 2,07 nel 2017 a 1,29 nel 2020, riportandolo quantomeno a 1,6.

Photo credit: NurPhoto - Getty Images
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Un altro obiettivo strategico del governo religioso ultraconservatore di Ali Khamenei è quello di contrastare il numero dei divorzi: nel 2018 se ne registrava uno ogni otto matrimoni, oggi invece sono quasi uno ogni tre. L'app, che si rivolge a un bacino d’utenza molto ampio – i single iraniani tra i 18 e i 35 anni sono ben 13 milioni –, è gratuita, ma per accedervi è necessario sottoporsi a una verifica della propria identità e a un test psicologico. Il progetto rientra all'interno di un più ampio programma per contrastare l’invecchiamento della popolazione, che prevede bonus finanziari a beneficio dei neo sposi, concede alloggi alle coppie senza dimora con più di due figli e fornisce opportunità educative alle madri che studiano e agevolazioni a quelle che lavorano, servizi medici alle donne incinte e molto altro ancora.

Photo credit: STRINGER - Getty Images
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La legge, intitolata "Crescita della popolazione e sostegno alle famiglie", è ancora in attesa di approvazione da parte del Consiglio dei Guardiani, organo che ha il compito di verificare che la proposta sia compatibile con il diritto islamico e la Costituzione iraniana, ma è già stata oggetto di critiche da parte dei movimenti femministi, che paventano un piano per "tenere le donne a casa" e limitare la loro libertà personale, rafforzando il controllo statale sulle app di incontri online, monitorando la vendita di farmaci abortivi o la consultazione online di informazioni riguardanti l’aborto. Se questa legge passasse insomma, a farne le spese potrebbero essere le donne. E non sarebbe la prima volta.

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