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Cos'è questa storia della statua romana importata illegalmente in Usa per la casa di Kim Kardashian?

·3 minuto per la lettura
Photo credit: Marc Piasecki - Getty Images
Photo credit: Marc Piasecki - Getty Images

Non importa quanto costerà, non importa quanto tempo ci vorrà, ma quel vestito, ops quella statua dovrà essere mia. Kim Kardashian in versione sorellastra di Cenerentola deve aver usato più o meno queste parole con il suo arredatore belga Axel Vervoordt, il mercante d'arte responsabile del rifacimento della villa acquistata da Kim e dall'ex marito Kayne West nel 2013 a Calabasas. Per accontentare i costosi desideri della coppia l'interior designer deve aver pensato di poter esportare dall'Europa un prezioso oggetto archeologico di circa 2000 anni fa del tutto impunemente in barba ai controlli della polizia federale americana e all'occhio attento degli archeologi italiani. Vervoordt ha fatto però male i suoi conti: la sua operazione si è rivelata un piccolo capolavoro di ingenuità e malafede e ora l'improvvisato Arsenio Lupin si trova in un bel pasticcio che coinvolge, perlomeno mediaticamente, anche Kim Kardashian.

Photo credit: David Crotty - Getty Images
Photo credit: David Crotty - Getty Images

Ma andiamo con ordine. Secondo gli inquirenti, il mercante belga venne incaricato dalla Kardashian di reperire una serie di oggetti di arredo che nel 2016 arrivarono in Usa con un carico di 5 tonnellate, comprendenti "antichità, mobili moderni e oggetti decorativi" per un valore di 745.882 dollari. Tra le opere venne registrata anche una statua che, come riporta ArtNet News, era stata esportata sulla base del tariffario doganale applicato alle "antichità di età superiore a 100 anni" anziché ai materiali di scavo. Quanto basta per far sorgere i primi sospetti alla polizia federale e procedere con il sequestro dell'opera un mese dopo il suo arrivo in California. Nel frattempo i Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale, coinvolti nelle indagini, hanno notato una straordinaria somiglianza con una scultura analoga fotografata alla fiera dell'arte di Maastricht nel 2011. Chiesto il parere di un archeologo del Ministero, l'opera è stata identificata come un frammento "saccheggiato, contrabbandato ed esportato illegalmente" in "stile classico", "copia di una scultura greca originale".

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Brutta storia per la regina dei corsetti di Bridgerton, che suo malgrado si è trovata coinvolta in un caso di ricettazione di opere d'arte. Nonostante la procura americana non ipotizzi reati da parte della diva, né sospetti che la Kardashian fosse a conoscenza della provenienza potenzialmente illegale, la portavoce della star è rimasta sulla difensiva, smentendo alcuni media americani che collegavano Kim Kardashian alla controversa statua e dicendo all'Afp che non si trattava di "informazioni accurate". A parlare però c'è la fattura di quel prezioso carico pagata al mercante belga Axel Vervoordt in data 11 marzo 2016.

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Sebbene il fatto risalga a sei anni fa, le autorità americane hanno disposto solo in questi giorni il rientro in Italia del prezioso cimelio, dopo l'identificazione dell'archeologo italiano del Ministero che ne ha chiarito con certezza la provenienza: "Frammento dell'Atena Samia di Mirone, Calcare, Romana, primo-secondo secolo d.C.". Vervoordt avrebbe comprato la statua dalla galleria Chanel di Parigi, che dalle colonne di Artnet News ha difeso la legittimità della provenienza: l'opera verrebbe da una casa d'aste in Germania che a sua volta l'avrebbe acquistata da una collezione britannica. Svelato il mistero, ora la statua è pronta per il suo rientro in Italia. La collezionista Kim dovrà fare a meno di lei.

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