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Cosa attendersi dalla riunione Bce di oggi

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Cosa attendersi dalla riunione Bce di oggi
Cosa attendersi dalla riunione Bce di oggi

Allianz Global Investors prevede che il board ribadirà il messaggio di cautela e manterrà la rotta della politica monetaria accomodante, anche se c'è chi spinge per un graduale ritiro dello stimolo

Nella riunione in calendario oggi la Banca Centrale Europea guidata da Christine Lagarde ribadirà un messaggio di cautela e conserverà una politica ultra-accomodante, giustificata da una ripresa economica ritardata dalle restrizioni sanitarie. E’ la previsione formulata Franck Dixmier, Global CIO Fixed Income di Allianz Global Investors, secondo cui dal board non usciranno novità tali da avere particolare impatto sui mercati.

SPREAD DESTINATI A RESTARE STABILI

Per questo, secondo Dixmier, gli spread dei titoli di Stato dell’Eurozona sono destinati a restare stabili mentre il meccanismo di trasmissione della politica monetaria accomodante alle condizioni del credito dell’economia reale continuerà a funzionare. L’esperto di AllianzGI ritiene che in seno alla Bce siano presenti divisioni ‘latenti’, tra chi è favorevole a una politica monetaria aggressiva nel segno dell’espansione ancora a lungo, e chi sarebbe invece per un graduale rientro dello stimolo. Le divisioni sono state visibili nella lettura dei verbali dell’ultima riunione dell’11 marzo ma non sono state portate allo scoperto, anche se prima o poi il dibattito verrà aperto pubblicamente.

ABBASSATA LE STIME DI CRESCITA

Ma nel frattempo, sottolinea Dixmier, l’attuale ambiente economico consente alla BCE di continuare a giustificare la politica monetaria accomodante, e di rinviare il dibattito sulla possibilità di staccare la spina allo stimolo, e per questo gli investitori dovrebbero comunque mantenere la calma. L’esperto di AllianzGI sottolinea che si stanno allargando le revisioni al ribasso dell’outlook di crescita dell’Eurozona, causa le nuove restrizioni seguite al ritorno dei contagi da Covid-19, con persino la Germania che ha abbassato le stime di crescita del PIL al 3,7% dal 4,7% di inizio anno.

BRUXELLES FREDDA SULLE SOLLECITAZIONI DEL FMI

Inoltre, il Fondo Monetario Internazionale nel suo recente report sull’Europa ha indicato senza mezzi termini la necessità che vengano moltiplicati gli sforzi non solo per recuperare i livelli di crescita pre-Covid, ma anche per recuperare il gap rispetto alla traiettoria precedente di espansione dell’economia. Un messaggio recepito con freddezza dai leader europei a Bruxelles, che non hanno messo in cantiere ulteriori misure di stimolo fiscale, mentre c’è invece un ritardo nel rendere disponibili le risorse del Recovery Plan. Questa situazione, secondo Dixmier, fa tornare in prima linea proprio la BCE.

CONDIZIONI FINANZIARIE FAVOREVOLI

I verbali dell’11 marzo indicano che la BCE non intende aumentare la dotazione complessiva di 1.850 miliardi di euro del Pandemic Emergency Purchase Programme, noto come PEPP, con il calibro degli acquisti sottoposto a revisione solo su base trimestrale. Ma resta chiaro, sottolinea l’esperto di AllianzGI, che la BCE ribadirà la volontà di mantenere le condizioni finanziarie il più possibile favorevoli, un messaggio che finora si è mostrato efficace.

TASSI A LUNGA STABILIZZATI

L’ammonimento lanciato dalla BCE sui tassi, in particolare, ha sortito gli effetti desiderati, con i rendimenti a lungo termine che si sono stabilizzati: quello del Bund tedesco è passato da un minimo di -0,64% in dicembre a -0,27% a metà aprile, con un incremento di soli 37 punti base, praticamente la metà dei 70 punti base di aumento del rendimento del Treasury USA e 10-anni nello stesso arco di tempo.