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Cosa ci dice la storia di Dracula sulle scelte morali

Francesco Simoncelli
·7 minuto per la lettura

Si può apprendere l'etica dalle sacre scritture, dalle tradizioni religiose, dai grandi filosofi o dall'esperienza. Ma la si può apprendere anche da fonti non scontate, come i film.

E questo è capitato proprio a me. Ho appreso qualcosa di profondo, un'autentica rivelazione intellettuale, da quello che ora è uno dei miei film preferiti. O meglio: questo film secondo me mette insieme molti temi che avevo affrontato in passato, ma che non mi erano mai stati chiari del tutto.

Il film è Dracula Untold (2014). Mi ha deliziato dal primo fotogramma all'ultimo. È un film tremendamente intrigante che serve come una sorta di prequel alla storia che tutti conoscono.

Il romanzo di Bram Stoker del 1897, scritto come un monito per la virtù delle donne inglesi, sebbene sia un libro salace da non perdere, fornisce solo un accenno alle origini di Dracula. Questo film, invece, propone uno sfondo sorprendente, che ritrae Dracula come una figura molto comprensiva, qualcuno che accetta volentieri le caratteristiche di un mostro per salvare sua moglie e suo figlio.

Le sue decisioni morali non sono strettamente sue, bensì imposte dalle circostanze.

Grazie al cielo esiste il commercio

Per tutto il tempo in cui ho guardato le scene della Transilvania medievale, lo stesso pensiero continuava a ronzarmi in testa: grazie al cielo esiste il commercio. Perché? Spesso non viene notato, ma questi film d'azione fantasy ambientati nel medioevo raramente, se non mai, presentano azioni di scambio pacifico.

L'espropriazione, la conquista e il saccheggio sono il modo in cui le persone vanno avanti. È un mondo a somma zero. O rubi o vieni derubato; o ti sottometti oppure sottometti; o uccidi oppure vieni ucciso. È possibile la morale in un mondo del genere? Questa è una domanda interessante.

Il libro originale spaventava i lettori inglesi attingendo alle paure diffuse nei confronti di sistemi morali devianti di parti più sconosciute del mondo. La Transilvania e la forma orientale del cristianesimo sembravano adattarsi alla mentalità vittoriana. Dracula era "l'altro".

Ma in questo film la sua figura è un po' controversa. La Transilvania è il mondo cristianizzato, civilizzato e a noi familiare, mentre il ruolo del cosiddetto "altro" è interpretato dai turchi musulmani guidati da un crudele sultano, il quale rovina la festa di Pasqua chiedendo a 1,000 bambini, tra cui il figlio di Vlad, di essere addestrati come combattenti per il suo esercito. Il principe Vlad ("L'impalatore") è alquanto restio all'inizio, ma arriva a credere che la pace sia preferibile alla guerra e decide di rinunciare a suo figlio.

Ma poco prima che il figlio venga consegnato, Vlad cambia idea: uccide i cinque turchi che erano venuti a prenderlo, ben sapendo che questo avrebbe dato inizio ad una guerra su vasta scala. Vlad non ha un esercito a sua disposizione, quindi va in cerca di un potere per sconfiggere i turchi, il tutto nell'interesse di salvare la sua famiglia e il suo popolo. Si incontra con un mostro in una grotta che fa un patto con lui. Vlad deve bere il suo sangue per ottenere una forza simile ad un demone e, se riesce a trattenersi dal bere di nuovo sangue per tre giorni, tornerà normale.

Un patto col diavolo

Sembra un buon affare. Vlad sconfigge da solo un esercito di 10,000 uomini, grazie ai suoi nuovi poteri, e resiste con successo al suo ardente desiderio di bere sangue. Viene inizialmente acclamato come un meraviglioso eroe, ma quando cresce il sospetto sui suoi incredibili poteri, la gente gli si rivolta contro. È destinato ad essere perseguitato, indipendentemente dal fatto che li avesse salvati.

Quando arriva una seconda ondata di soldati, dieci volte il numero di prima, la battaglia contro la tentazione di bere diventa più difficile. Sua moglie finisce nell'occhio del ciclone e lui compie una scelta che determinerà il suo destino.

È giusto che scelte morali così impossibili, perdere la propria moglie e figlio o diventare un mostro vendendo la propria anima, si presentino solo in momenti di guerra. Durante il conflitto bellico non c'è scambio e beneficio reciproco. La regola è distruggere o essere distrutti. Significa prendere la vita altrui o rinunciare alla propria. Come si può aspirare al bene in queste condizioni?

Non ci sono scelte buone. È a causa di questo problema che i soldati sperimentano quello che viene chiamato PTSD, che è in realtà il senso di colpa straziante che deriva dall'aver fatto una scelta terribile tra due mali.

Vlad accetta l'accordo: bere il sangue del vecchio mostro per acquisire il potere necessario e sconfiggere coloro che stavano minacciando la sua famiglia ed il suo popolo. Pensa di poter mantenere la disciplina e resistere dal bere sangue, ma lo stesso dilemma morale gli si presenta una seconda volta, proprio mentre il tempo stava per scadere. Deve scegliere se diventare un mostro o assistere alla distruzione di tutto ciò che ama.

Nessuna buona scelta prima del capitalismo

È tutta una metafora, ma c'è pur sempre un fondo di verità. In qualsiasi condizione di estrema scarsità nell'offerta, faremmo delle scelte che in condizioni di agiatezza ci farebbero orrore. Si noti come ciò che chiamiamo moralità crolla rapidamente in condizioni di carestia, guerra o privazione estrema a seguito di un disastro naturale. Per la maggior parte di noi oggi, rimangono semplici esperimenti mentali.

Fortunatamente l'umanità ha scoperto un modo migliore per affrontare il conflitto sulle risorse. Le persone hanno scoperto il commercio e l'idea di proprietà. Una volta che è diventato chiaro che le persone possono trarre maggiore beneficio dal commercio piuttosto che dal saccheggio e dall'omicidio, la vita è migliorata immensamente. Vite più lunghe, guadagni per tutti, la medicina è migliorata, più persone possono dedicarsi allo svago, all'arte e alla cultura piuttosto che prepararsi o temere la guerra.

Quali sono le implicazioni morali di tale rivoluzione? La vita quotidiana non sarebbe stata più definita dal minore di due mali, invece sarebbe stata definita dall'idea di un mutuo vantaggio e dal principio di associazione. Nemmeno le differenze tribali e religiose sarebbero state una fonte di conflitto. Invece tutti avremmo cooperato e trovato la dignità nell'idea della vita stessa. Ci saremmo rispettati e apprezzati a vicenda.

L'assoluta bellezza di un film come Dracula Untold è che ci dà un assaggio dell'orrore, della disperazione e dell'immoralità della società non commerciale. Il commercio è la cosa che ci tiene uniti. Quando è assente, pensate alle guerre, il risultato è quello di mettere una persona contro un'altra in un mondo a somma zero in cui nessuno vince se non a spese di un altro.

Val la di pena guardarlo solo per avere la possibilità di riflettere su questi temi. Ciò che riteniamo morale in questi giorni è parzialmente o addirittura in gran parte un prodotto della vita commerciale che abbiamo imparato ad amare e ad apprezzare come normale.

La moralità deve essere vissuta

Potete sviluppare un sistema etico/morale per voi stessi, ma se vivete in ​​un mondo che rende impossibile praticare ciò che pensate di credere, potete davvero viverci? Il vostro sistema è davvero sostenibile? O diventa un'astrazione che finisce per essere un sogno impossibile?

La moralità deve essere ampiamente operativa per entrare a far parte del tessuto delle nostre vite. Se rubare e uccidere è la norma, che possibilità c'è che una regola contro il furto e l'uccisione possa diventare un'aspettativa realizzabile a livello culturale? È solo ciò che è veramente praticabile che può diventare parte integrante della struttura morale della società.

Il commercio e il capitalismo ci hanno portato una cosa essenziale: la capacità di ottenere ciò di cui abbiamo bisogno mentre viviamo in pace con i nostri vicini. È stato questo cambiamento a nobilitare il nostro senso morale contro l'uso della violenza nei confronti degli altri.

Ecco perché capire le basi della vita economica è così importante. Più politicizziamo la vita, meno autentica sarà la connessione umana che abbiamo con gli altri e meno possibilità ci saranno di un autentico comportamento etico in questo mondo.

Di Jeffrey Tucker

Traduzione di Francesco Simoncelli

Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online