Cosa fanno oggi i banchieri che hanno scatenato la crisi?

Quattro anni fa, il colosso bancario Lehman Brothers dichiarava bancarotta, mentre Goldman Sachs e Morgan Stanley si trasformavano da banche d'affari in banche normali, palesando al mondo la crisi finanziaria che, verosimilmente, era iniziata due anni prima, nel 2006, con la crisi dei mutui subprime americani. Molti degli attori protagonisti di questa crisi sono noti e afferiscono al mondo di quel sistema bancario guardato ormai con rancore e diffidenza da gran parte dei cittadini, costretti a subire sulla propria pelle gli effetti delle loro azioni. Ma dove sono ora queste persone?
Il Fatto Quotidiano riprende un articolo comparso sul quotidiano economico tedesco Handelsblatt, che ci informa sulle recenti occupazioni di chi ha ridotto il mondo sul lastrico. Ovviamente, la maggior parte di loro continuano a passarsela piuttosto bene.

Cominciamo da Richard Fuld, ex amministratore delegato di Lehman Brothers, conosciuto anche come "il Gorilla di Wall Street". È stato lui a portare la banca ad acquistare mutui subprime per poi rivenderli all'interno di "obbligazioni salsiccia" (composte da vari tipi di titoli tra i quali vengono infilati i mutui) che hanno infettato gran parte della finanza globale. Dopo il fallimento della banca d'affari (dalla quale ha percepito un compenso complessivo di circa 500 milioni di dollari per il suo operato), Fuld ha lavorato prima per Matrix Advisor (un hedge fund definito "fondo locusta" per il comportamento adottato, cioè spremere tutto il valore possibile da una società per poi passare a un'altra) e poi per Brokerhaus Legend Securities. E questo mentre ai creditori di Lehman Brothers verrano dati circa 65 miliari di dollari, rispetto alle richieste che ammontavano a 300 miliardi.

Stan O'Neal, ex amministratore delegato di Merrill Lynch, ha invece un legame più stretto con l'attualità italiana, perché attualmente fa parte del consiglio d'amministrazione di Alcoa, il colosso statunitense dell'alluminio che sta chiudendo il suo impianto in Sardegna, nonostante abbia ricevuto dallo Stato italiano 3 miliardi di euro in 15 anni. Mentre era invece alla guida della banca d'affari, aveva puntato sui derivati legati ai subprime, fino ad averne a bilancio per 41 miliardi di dollari nel giungo del 2006. Merrill Lynch è stata salvata dalla Bank of America (con la supervisione di Federal Reserve e di George W. Bush), mentre O'Neil ha percepito una buonuscita di 160 milioni di dollari.

Ma non sono solo oltreoceano i protagonisti di questa lunga e intricata storia, italianissimo è infatti Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit dal 1998 al 2010. Dopo aver portato quasi al fallimento il più grande gruppo bancario nostrano con la sua strategia di acquisizioni e l'adozione di pratiche come la vendita di derivati alle società e agli enti pubblici o di titoli Parmalat e Cirio nonché di bond argentini poco prima dei rispettivi crack e dopo essere stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Milano per frode fiscale attraverso l'operazione Brontos, ha ricevuto da Unicredit una buonuscita di 40 milioni di euro ed è passato a capo di Monte dei Paschi di Siena, i cui enormi problemi finanziari e giudiziari sono cronaca di questi mesi.

Un ruolo di primo piano l'ha giocato anche Kathleen Corbet, presidente di Standard & Poor's fino al 2007. L'agenzia di rating ha alimentato la bolla dei mutui subprime assegnando il rating più alto alle "obbligazioni salsiccia", come se fossero investimenti privi di rischio. Questo naturalmente non per generosità d'animo o superficialità, ma perché le stesse banche che vendevano quei titoli pagavano Standard & Poor's. Oggi risulta all'opera presso una banca d'investimento che lavora nel settore dell'energia.

Fred Goodwin ha invece perso il suo titolo di "sir" mentre si è visto affibbiare quello meno lusinghiero di "peggior banchiere del mondo" a seguito del suo lavoro come amministratore delegato della Royal Bank of Scotland, che ha portato alla nazionalizzazione della banca. Questo non gli ha comunque impedito di raggiungere a soli 50 anni una pensione di 703mila sterline all'anno (cifra che è stata dimezzata nel 2009 a seguito delle polemiche).

E coloro che hanno le responsabilità politiche della crisi? Bill Clinton, ex presidente USA che ha contribuito molto alla deregolamentazione delle operazioni bancarie, è oggi consulente di grandi imprese, mentre Gordon Brown, ex primo ministro inglese, anch'egli entusiasta sostenitore delle banche e della deregolamentazione e detassazione dei loro affari, oggi presta le sue competenze a organizzazioni che si occupano della povertà infantile.

Ultimo, ma non certo per importanza, Alan Greenspan, il "Maestro", a capo della Federal Reserve dal 1987 al 2006, che dopo aver ammesso in un'audizione al Congresso Statunitense nel 2008 di aver fatto degli errori (tra gli altri, una politica monetaria che ha alimentato la bolla dei mutui subprime), è oggi consulente di Picmo, uno dei più grandi gestori di fondi mondiali.
Quando si parla di meritocrazia...