Cosa fare quando si è disoccupati

Quando si perde il lavoro attutire il colpo non è facile. La mancanza di un impiego non ha effetti solo sull’economia dei singoli: investe la vita affettiva, crea un’incertezza generalizzata che si riverbera a livello esistenziale. Ecco perché una volta metabolizzato il colpo occorre riorganizzarsi, per trasformare la difficoltà in un’opportunità. Le nuove generazioni, più di quelle che le hanno precedute, devono confrontarsi con la disoccupazione frizionale, ovverosia con la condizione di coloro che sono appena rimasti senza lavoro e non ne hanno ancora trovato un altro. Nell’attuale evoluzione socio-economica in cui alla crisi dell’impostazione industriale corrisponde la crescita delle professioni di servizio, quello che gli economisti chiamano spostamento intersettoriale è pressoché ineliminabile nella stessa misura in cui domanda e offerta mutano a seconda delle esigenze del mercato. In un contesto economico standard il tasso di disoccupazione frizionale è del 3-4%, in aree in cui l’economia è particolarmente in salute la percentuale riesce a scendere al di sotto del 2%. Se contenuta nel tempo, la situazione di disoccupazione frizionale può diventare, appunto, un’opportunità per crescere professionalmente, per colmare le lacune del proprio background formativo e professionale. Ecco dieci idee per impiegare in modo costruttivo il periodo di disoccupazione fra un impiego e un altro.

1) Chiedete l’indennità di disoccupazione. A partire dal 2013 l’attuale indennità di disoccupazione verrà sostituita dall’Aspi (Assicurazione sociale per l’impiego). Questo sussidio – la cui richiesta di accesso va fatta per via telematica dal giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro ed entro 2 mesi dalla stessa – garantirà un assegno mensile proporzionale ai contributi versati nell’ultimo biennio.
2) Accettate un lavoro temporaneo. È un utile compromesso che permette di rimanere sul mercato e, attraverso la prosecuzione della propria attività, di mantenere in vita automatismi che si “arrugginirebbero” con l’inattività.
3) Investite sulla formazione. Avete più tempo a disposizione? Rafforzate le vostre competenze linguistiche e informatiche iscrivendovi a un corso o, se siete particolarmente autodisciplinati, leggendo e procedendo a un consolidamento delle vostre competenze attraverso l’autodidattica.
4) Progettate una vostra start up. Se non ora quando? Avete sempre avuto una mezza idea di mettervi in proprio? Questo può essere il momento giusto. Cercate di capire se nel vostro settore sia meglio proporsi come libero professionista o come azienda/cooperativa. Nella seconda ipotesi valutate se fra le vostre conoscenze e/o fra i vostri ex colleghi ci siano persone nella vostra stessa situazione in grado di lavorare (bene) su di un progetto comune.
5) Seguite con attenzione le notizie sul settore di vostra competenza. Dovete tenervi aggiornati su tutto ciò che accade nel settore di vostra competenza. Il vostro lavoro deve essere approfondito come quello del giornalista investigativo.
6) Documentatevi sulla nascita di figure professionali nel vostro settore di competenza. È il completamento del punto precedente. In una fase di grande evoluzione come quella che stiamo vivendo è fondamentale monitorare l’evoluzione delle professioni. Dieci anni fa i fotografi professionisti sono dovuti migrare dalla pellicola al digitale, ora questo salto va compiuto dalla maggior parte delle professioni. Naturalmente è uno step che comporta l’assimilazione di nuove competenze tecniche ma non è soltanto un passaggio tecnico: necessita di una nuova “visione” della propria professione.  
7) Create un profilo su Linkedin. Per chi cerca lavoro è impensabile non essere presente sul principale social network dedicato ai professionisti. Curate il vostro profilo in modo dettagliato e costruitevi una rete autorevole in cui non importa quanti ma quali siano i vostri contatti.
8) Inviate delle autocandidature. Se avete fatto bene il vostro lavoro nei punti 5 e 6 avrete sicuramente individuato aziende che sono in fase di crescita e che necessitano di una figura professionale ben precisa. Se pensate che quella figura professionale possiate essere voi preparate una bella lettera di preparazione, allegate il vostro curriculum aggiornato e inviate.
9) Monitorate i portali dedicati alla ricerca di lavoro. Dedicate del tempo a monitorare i principali portali dedicati alle offerte di lavoro. Il consiglio è quello di non far passare troppo tempo fra una visita e l’altra, per non rischiare di perdervi l’occasione propizia proprio nella finestra temporale della vostra assenza.
10) Comunicate con le vostre cerchie di amici ed ex colleghi. Purtroppo, in Italia la strada informale è ancora la più utilizzata e la crisi non ha fatto altro che accentuare questa tendenza. Comunicate ai vostri amici e agli ex colleghi la vostra intenzione di trovare una nuova occupazione. Potrebbero essere a conoscenza di un posto vacante corrispondente al vostro background formativo e professionale e indicarvelo. Poi starà a voi avere le carte in regola per poter dimostrare di meritare davvero l’impiego rimasto vacante.