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Cosa sono i contratti per differenza CFD e come funzionano

Fabio Carbone
·6 minuto per la lettura

Uno degli argomenti più seguiti e ricercati dai nuovi investitori e trader che si sono affacciati da poco nel mondo dei mercati finanziari, riguarda i Contract for Difference, abbreviati in CFD. Qui vogliamo spiegare in sintesi cosa sono i contratti per differenza (CFD) e come funzionano attraverso esempi pratici. Inoltre vogliamo anche spiegare cosa non sono, sì perché ci sono anche dei miti da sfatare.

Cosa sono i contratti per differenza CFD e come nascono

I contratti per differenza CFD sono figli dell’era elettronica, infatti compaiono nei mercati finanziari negli anni ’90 dello scorso secolo alla Borsa di Londra, dove il passaggio all’informatizzazione delle transazioni di trading era avvenuta da alcuni anni (1986).

CFD è l’acronimo delle parole Contract for Difference, in italiano Contratti per differenza (contratto per differenza al singolare, ma è difficile che ci ritroveremo a comprare un solo CFD nella realtà).

Si tratta di uno strumento derivato poiché il loro valore deriva dall’andamento del valore di un’altra attività (azioni, materie prime, indice finanziario ecc.) che viene definita “sottostante”.

Nella pratica si stipula un contratto tra due parti e si lega il contratto al verificarsi nel futuro di un evento osservabile, ovvero la variazione di valore del sottostante.

Quindi il trader che usa i CFD per fare trading, opera sulle differenze di prezzo dei contratti, guadagnando o perdendo l’investimento in funzione della differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita del sottostante, moltiplicato per il numero di contratti scambiati.

Chi compra un CFD non riceve la proprietà del sottostante, significa che non diventa azionista Enel o Eni. Per diventare azionisti veri, invece, bisogna aprire un conto (deposito) titoli (e qui sfatiamo un primo mito).

CFD: posizioni long e posizioni short

Chi opera con i CFD può scegliere tra aprire posizioni long e posizioni short. Spieghiamo in breve cosa significa e poi proponiamo qualche esempio chiarificatore.

Acquistare long significa puntare sul rialzo del sottostante: le azioni Amazon (AMZN) valgono 3.322 USD e sono “sicuro” che aumenteranno di valore a 3.500 USD.

Vendere allo scoperto short, significa aprire una posizione di vendita volendo trarre profitto dal ribasso del sottostante: il gas naturale vale 2,73 USD e “credo” che diminuirà di prezzo scendendo a 2,5 USD.

L’operazione non richiede mai di pagare l’intero valore, ma è sufficiente depositare un margine variabile deciso dal broker (10 – 20% del valore dell’operazione).

Nel periodo in cui l’operazione resta aperta, inoltre, si applicano interessi e spread fissati ad un tasso di riferimento di base, che può essere Euribor + x%.

Simuliamo una operazione di trading con i CFD per capire meglio il meccanismo alla base dello strumento derivato.

Simulazione posizione long CFD

L’investitore compra 1000 CFD Snam (SRG) al prezzo di 4,37 euro e vende, dopo 15 giorni, al prezzo di 4,9 euro. All’operazione viene applicato un margine del 15%, quindi l’investitore dovrà depositare nel conto 655,5€, anche se non li userà tutti effettivamente per aprire la posizione.

Avendo comprato mille contratti, si avrà che:

  • Acquisto: 1000 (CFD) x 4,37€ = 4.370€

  • Vendita: 1000 (CFD) x 4,9€ = 4.900€

  • Profitto lordo: 4,9€ – 4,37€ = 0,53€ x 1000 (CFD) = 530€

Bisogna ora applicare i costi sull’operazione effettuata, e quindi dobbiamo applicare il tasso di interesse di riferimento (4%) e lo spread (2,5%). Queste percentuali sono sempre un esempio, ma avremo come risultato il seguente.

  • Calcolo interessi: 4.370€ x (4%+2,5%) x (15gg/365gg) = 11,67€

  • Profitto netto: 530€ – 11,67€ = 518,33€

Quindi non è poi così vero che non ci sono commissioni sui contratti per differenza CFD: secondo mito sfatato.

Esempio senza troppi calcoli

Facciamo ora un esempio senza troppi calcoli sui contract for difference.

Simuliamo di voler comprare 5.000 CFD delle azioni Enel al prezzo di 10€ per ciascun CFD. Ti ritroverai con una posizione da 50.000€, ma tu non stai sborsando 50 mila euro. Il vero importo da versare dipende dal margine richiesto dal broker. Se il broker ti chiede un margine del 7%, il versamento iniziale richiesto sarà pari a 3.500 euro.

Quanto sarà il rendimento in fase di chiusura della posizione, e cioè quando deciderai di vendere il CFD? Dipenderà dal prezzo delle azioni Enel al momento della chiusura. La tabella sottostante presenta una serie di scenari con relative perdite o profitti.

Prezzo azioni Enel

Rendimento Azioni

Profitto/Perdita

Rendimento

7,5€

-25%

-12.500€

-500%

9€

-10%

-5.000€

-200%

9,5€

-5%

-2.500€

-100%

9,9€

-1%

-500€

-20%

10€

0%

0€

0%

10,1€

+1%

+500€

+20%

10,5€

+5%

+2.500€

+100%

Scelta del broker CFD: i rischi

La Consob che in Italia è l’Autorità di vigilanza sui mercati e strumenti finanziari, insieme alla Banca d’Italia, fornisce alcuni consigli che si possono non prendere in considerazione se si vuole, ma che in caso di problemi lasciano l’investitore solo.

In Italia la Consob ha istituito l’Arbitro per le controversie finanziarie. A tale figura di tutela dell’investitore può rivolgersi soltanto quella persona che ha operato su piattaforme di società autorizzate ad operare in Italia dalla Consob o dalla Banca d’Italia.

Infatti, per operare in Italia è necessario ottenere una apposita autorizzazione da parte delle appena citate Autorità di vigilanza sui mercati e strumenti finanziari.

Nulla vieta di operare l’attività di trading attraverso piattaforme fornite da imprese Comunitarie che sono state autorizzate dalle Autorità finanziarie di altri Stati UE, tuttavia se si opera su tali piattaforme e non sono registrate in Italia, in caso di problemi, bisognerà appellarsi a quella Autorità di vigilanza e nulla potrà la Consob.

Peggio ancora se si finisce, invece, nelle maglie di piattaforme fraudolente e totalmente illegali. In questo caso se si dovessero perdere fondi, difficilmente si riuscirà a recuperarli.

Ricapitolando, possiamo anche operare con una piattaforma (realmente) autorizzata da una Autorità di vigilanza europea se riteniamo che quella società è sicura e fornisce per noi il miglior servizio di trading. Dobbiamo però ricordarci che l’investitore dovrà comunque effettuare in Italia la registrazione delle operazioni finanziarie ai fini fiscali, e che in caso di problemi le Autorità italiane non avranno alcun potere di intervento.

Inoltre, sempre la Consob, ci ricorda che le società extra-comunitarie non sono autorizzate ad operare in Italia, comprese quelle con sede in Svizzera e nel Liechtenstein. Le troverete sicuramente nel web, ma tecnicamente dovrebbero impedire agli italiani di registrarsi. Operare su queste piattaforme potrebbe, in definitiva, creare all’investitore inutili problemi legali.

Occhio alle Truffe!’ è il servizio della Consob messo a disposizione degli investitori per fornire informazioni sulle piattaforme fraudolente o non autorizzate a operare.

La stessa pagina fornisce un doppio elenco di società di trading autorizzate che hanno una sede in Italia o che hanno una sede nell’UE. La società di trading Plus500, ad esempio, è una di quelle che troverai nell’elenco delle autorizzate dalla Consob senza sede in Italia.

Qui di seguito i link agli elenchi, tra cui verificare quali società sono autorizzate al trading online anche in Italia.

Concludendo

Il trading con i contratti per differenza CFD può essere molto affascinante ma è da comprendere che prima di approcciare a questo strumento finanziario derivato, è necessaria un’ampia formazione di base che permetta di apprendere altre informazioni di base sui mercati finanziari. Perché come hai capito attraverso gli esempi fatti, si può perdere molto.

Nella nostra sezione ‘Formazione’ qui su FXEmpire.it, troverai molte altre guide introduttive utili a formarti una conoscenza di base.

Buono studio e buon trading bene informato.

This article was originally posted on FX Empire

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