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Cosmetica: fatturato 2020 visto in calo dell'11,6%, ecommerce +35%

Rar
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Milano, 29 set. (askanews) - Nonostante l'impatto del lockdown sull'industria cosmetica, le proiezioni di chiusura d'anno ridimensionano il calo del fatturato (-11,6%): decisiva la resilienza del settore e la capacità di reazione delle aziende che interpretano i cambiamenti in atto nelle abitudini di acquisto e nei canali. E' quanto emerge dall'indagine congiunturale del Centro Studi di Cosmetica Italia che stima per per l'intero 2020 una contrazione dell'11,6% del fatturato globale del settore cosmetico, per un valore di 10,5 miliardi. A condizionare questo risultato è il mercato interno (-9,3%), ma soprattutto l'export (-15%). Il confronto tra la bilancia commerciale del primo semestre e quella dell'analogo periodo 2019 registra una variazione negativa di 311 milioni, performance ben migliore di altri settori contigui non food. Il canale ecommerce, invece, registra un andamento positivo con una crescita stimata del 35% a fine 2020. "Nel leggere questi dati caratterizzati da un segno negativo dobbiamo innanzitutto comprendere le difficoltà che le nostre aziende hanno affrontato: dal lockdown alla chiusura di molti esercizi distributivi, dalle tensioni sui mercati esteri e nel reperire le materie prime al cambiamento delle abitudini di acquisto - ha commentato Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia - Queste stime, ben più contenute rispetto a quanto ci saremmo aspettati solo pochi mesi fa, testimoniano la decisiva capacità di reazione del nostro settore che, in un contesto di crisi, dà prova di solidità, capacità imprenditoriale e resilienza. Un atteggiamento dimostrato anche dagli investimenti in ricerca e innovazione che continuano a rappresentare il 6% del fatturato, il doppio della media nazionale". Il mass market, seppur con una lieve contrazione dell'1,7%, continua a coprire oltre il 40% del mercato cosmetico seguito dalla farmacia che si stima chiuderà l'anno in calo di due punti percentuali. Viene così sorpassata la profumeria che vede ulteriormente indebolita la propria tenuta a seguito della crisi sanitaria (-24%), analogamente ai canali professionali che scontano le chiusure forzate di circa tre mesi: le previsioni di chiusura anno per l'acconciatura professionale indicano un -29%, mentre per l'estetica si stima un -28,3%. Il calo delle frequentazioni pesa anche sul canale erboristeria (-25%) e sulle vendite dirette porta a porta e per corrispondenza (-30%). Infine, la contrazione della domanda estera influenza sicuramente le stime sull'andamento del contoterzismo, orientato ai mercati internazionali, per cui si prevede un -14% a fine anno.