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Cosmo SkyMed 2° Generation pronto al lancio

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(di Andreana d'Aquino)- Punterà i suoi occhi sulla Terra per osservare e scrutare il nostro Pianeta con una precisione senza precedenti. E' la sfida che si appresta a raccogliere il primo satellite Cosmo SkyMed di Seconda Generazione pronto ad andare in orbita e che sarà lanciato martedì prossimo, 17 dicembre, a bordo di un vettore Soyz Fregat. Cosmo SkyMed Second Generation partirà dal Centro Spaziale europeo di Kourou, nella Guyana francese, alle 05,54 ora locale, quando in Italia saranno le 09,54.  

In orbita sul Soyz partirà anche Cheops (Characterising Exoplanet Satellite), la prima missione dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) destinata allo studio dei pianeti extrasolari, conosciuti anche come esopianeti, già precedentemente individuati. E questa doppia sfida parla moltissimo italiano. Cosmo-SkyMed (Constellation of Satellites for the Mediterranean basin Observation) di seconda generazione è infatti una costellazione dell'Agenzia Spaziale Italiana e del Ministero della Difesa.  

"Per l'Agenzia Spaziale Italiana Asi si tratta di un lancio molto importante" e "le parole chiave per il satellite Cosmo di seconda generazione sono continuità e crescita" sottolineano all'Adnkronos fonti dell'Asi. Per Cosmo SkyMed Second Generation, evidenziano dall'Agenzia Spaziale Italiana, "significa continuità della costellazione e crescita di ruolo internazionale nel settore dell’Osservazione della Terra e di possibilità di ritorni economici grazie ai dati di derivanti dal monitoraggio del pianeta che la costellazione potrà continuare a dare". 

Il satellite Cosmo SkyMed della nuova costellazione garantirà dunque la continuità operativa di servizi di osservazione Sar-Synthetic-Aperture Radar attualmente forniti dai quattro satelliti Cosmo-SkyMed di prima generazione, lanciati in orbita tra il 2007 e il 2010. Una volta partito, appena 16 minuti dopo il lancio, il segnale di Cosmos SkyMed sarà acquisito dal Centro Spaziale italiano del Fucino di Telespazio (Leonardo 67% e Thales 33%) e, sempre dal Fucino, verrà gestita la fase di lancio e messa in orbita - Leop-Launch and Early Orbit Phase - del satellite.  

Costruito da Thales Alenia Space, la joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%) è responsabile dell'intero programma Cosmo-SkyMed di seconda generazione, inclusa la progettazione e lo sviluppo dei satelliti e la progettazione, l'integrazione e la messa in servizio del sistema end-to-end. In tale ambito, Thales Alenia Space è la mandataria di un Raggruppamento temporaneo d’Impresa con Telespazio, responsabile della progettazione e dello sviluppo del segmento di terra Csg e della fornitura dei servizi di logistica integrata e operazioni Ils e Ops.  

In particolare, il colosso aerospaziale italiano Leonardo contribuisce al programma Cosmo-SkyMed fornendo i sensori di assetto stellari (A-Str) grazie ai quali il satellite riesce a orientarsi nello spazio, i pannelli fotovoltaici Pva e complesse unità elettroniche per la trasformazione e distribuzione dell'energia ai sistemi e sottosistemi del satellite, massimizzandone l'efficienza energetica. Questo primo satellite Cosmo SkyMed Second Generation usufruisce delle più recenti tecnologie e soluzioni ingegneristiche e l'intero sistema, compreso il segmento di terra, imposterà lo standard di prestazione per tutti i sistemi di osservazione radar dallo spazio, in termini di precisione, qualità dell'immagine e servizi flessibili per l'utente.  

I satelliti della costellazione Cosmo-SkyMed di seconda generazione garantiranno un salto di qualità in termini di tecnologia, prestazioni e durata, rafforzando di conseguenza la leadership italiana nel settore dell'Osservazione della Terra a livello globale. I dati di Cosmo-SkyMed sono commercializzati in tutto il mondo da e-Geos, la joint venture tra Telespazio (80%) e Asi (20%). La prima generazione dei satelliti Cosmo-SkyMed ha infatti osservato catastrofi naturali come il ciclone Nargis in Birmania del 2008, il terremoto in Cina e gli uragani Hannah e Ike sull’isola di Haiti e le immagini arrivate dallo spazio sono state rese disponibili alle Organizzazioni che ne hanno fatto richiesta per portare soccorso alle popolazioni. 

Ma l’importanza per l'Italia del lancio spaziale di martedì prossimo, "si accresce anche dalla presenza della sonda Esa Cheops a cui Asi e Inaf hanno molto contribuito" evidenziano dall'Asi. Il telescopio che ha a bordo la sonda avrà rilevanza durante la missione e conferma la leadership italiana nel campo dell’ottica spaziale" spiegano ancora dall'Agenzia Spaziale Italiana. Per la missione Cheops, l'acquisizione del segnale arriverà ai centri Esa dopo circa quattro ore dal lancio. Cheops avrà lo sguardo rivolto verso l'universo per studiare esopianeti, quei pianeti cioè che sono fuori dal sistema solare e orbitano attorno a una stella diversa dal Sole.  

Il telescopio di Cheops è stato realizzato grazie al supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana e progettato dai ricercatori italiani dell’Inaf di Padova e Catania. Lo Space Science Data Center dell’Asi, inoltre, giocherà un ruolo importantissimo durante la fase operativa della missione che vede la partecipazione dell'industria italiana con Leonardo, Media Lario e Thales Alenia Space. In particolare, Leonardo ha ricoperto un ruolo chiave nella missione di Cheops fornendo 'gli occhi' del satellite. Attraverso una collaborazione con Inaf di Padova e Catania, Leonardo ha progettato e realizzato i sensori ottici del telescopio che scruterà i sistemi solari.