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Costa delle Miniere, una Sardegna nascosta che tenta il rilancio

·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Milano, 27 lug. (askanews) - Un territorio ricco di storia e di tradizione. E decisamente baciato dalla natura. La Costa delle Miniere, nella Sardegna sud occidentale, è tra le mete meno battute dai turisti che invadono ogni estate l'isola. Un territorio difficile da raggiungere, attraverso strade tortuose in mezzo a montagne e colline verdissime nella zona di Fluminimaggiore o passando da una strada panoramica tutta curve a picco sul mare. Da Buggerru a Portixeddu si passano il testimone lunghissime spiagge bianche alle quali accedere passando da grandi dune di sabbia per poi tuffarsi nell'acqua turchese.

Questa è stata una zona di miniere. Poi, una volta chiuse, è rimasta per lungo tempo una enclave abbandonata a se stessa.

Oggi alcune persone del posto stanno tentando di rilanciare l'appeal di un territorio dal fascino indiscutibile. A partire dal sindaco di Fluminimaggiore, Marco Corrias, giornalista tornato nella sua terra dopo decenni tra Roma e Milano per dare un contributo alla rinascita del territorio: "Ho pensato che occorreva una sferzata e una sterzata nel modo di far conoscere questo paese che era sconosciuto ai più. Abbiamo incominciato a ragionare sia dal punto di vista culturale sia di altre attività che para-culturali ma che sono anche molto economiche", ha spiegato.

Nasce da qui l'idea di un festival del cinema, l'Andaras Traveling Film Festival, sui corti di viaggio, che il sindaco ha affidato a dei giovani del posto che hanno portato le loro esperienze maturate altrove per metterle al servizio del territorio. Tra questi c'è il direttore artistico del festival, Joe Piras: "Tutti siamo rientrati, ma tutti, per necessità, essendo nati e cresciuti in un paese così isolato, viaggiamo. Viaggiamo per lavoro, per passione, ci siamo trasferiti all'estero o in Italia e l'estate ci troviamo qua per organizzare questo festival", ha detto.

Una scommessa vinta dopo tre edizioni di successo. Ma non è la sola. A Fluminimaggiore c'è anche il teatro, con il Festival del Respiro. Il sindaco di Fluminimaggiore ha creato poi una cooperativa di comunità per avviare nuove attività imprenditoriali. Tra i progetti avviati c'è l'Happy Village, che prevede una ristrutturazioen gratuita di case abbandonate da parte della cooperativa che saranno restituite ai proprietari dopo il rientro dalle spese.

Iniziative tutte queste che hanno generato un circuito virtuoso che giova all'economia locale attraverso l'indotto, con gente che arriva dal continente per scoprire le bellezze del posto. Non solo mare, ma anche tante mete da scoprire: il tempio di Antas e le grotte di Su Mannau sono alcune delle visite possibili, insieme alle miniere, con una visita sul treno dove era raccolta la calamina per ricavarne lo zinco.

E poi c'è il cibo locale. Da quest'anno al festival Andaras è nata una collaborazione con Slow Food con un obiettivo preciso: "Grazie ai contatti e alle relazioni che abbiamo potuto avere qua abbiamo scoperto nuove produzioni e attività sul territorio che non vediamo l'ora di inglobare nella nostra rete. Come ad esempio l'associazione Rimettiamo Radici che ci ha permesso di scoprire tre bellissimi prodotti come il casu cottu, il fagiolo bianco di Fluminimaggiore e il mais bianco", ha spiegato Michela Marchi, di Slow Food Italia.

"Noi non puntiamo ad avere grandi flussi turistici. Puntiamo a un turismo numeroso, non eccessivamente numeroso, di buona qualità che apprezzi quello che il territorio sa dare: qualità della vita, ambiente, cibo buono e accoglienza", ha concluso il sindaco Corrias.

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