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##Covid-19, domani l'Eurogruppo più difficile della storia Ue

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Bruxelles, 6 apr. (askanews) - Si svolge domani a Bruxelles la riunione dei ministri delle Finanze dell'Eurogruppo più difficile, per la più grande sfida nella storia dell'Ue. Perché questa volta non è solo il destino finanziario, o la permanenza nell'euro, di uno o di alcuni paesi membri che sono in gioco, come all'epoca della crisi del debito sovrano.

Questa volta, come ha detto oggi il ministro delle Finanze francese Bruno Lemaire in una conferenza stampa teletrasmessa da Parigi, è in gioco la tenuta dell'intero progetto europeo. Perché l'Unione europea "non sopravviverebbe a disparità troppo grandi" fra le economie dei diversi Stati membri, se non si sarà stati in grado di trovare una risposta adeguata all'attuale crisi del Covid-19. "E' una crisi mondiale paragonabile, per la sua violenza, a quella del 1929. Speriamo che i governi siano più saggi che nel 1929 nella loro risposta", ha detto Lemaire.

Le proposte sul tavolo dell'Eurogruppo su cui si discuterà domani sono quattro, ma solo su una, la quarta, c'è un disaccordo maggiore fra diversi paesi: si tratta, naturalmente, dell'ipotesi di una emissione di debito comune per finanziare un fondo per la ripresa. Come i "Corona bond" proposti dall'Italia.

Le posizioni in campo, a quanto si apprende a Bruxelles e a Parigi sono sostanzialmente tre. La prima è quella del "fronte nordico": sei o sette paesi tra cui Olanda, Finlandia, Danimarca e Austria, che potrebbero accettare le prime tre proposte, ma non vogliono assolutamente sentir parlare di "mutualizzazione del debito", di eurobond o di "Corona bond" sotto nessuna forma, e premono perché queste ipotesi non siano neanche menzionate nei documenti dell'Ue.

La seconda posizione è quella, sul fronte opposto, dei paesi favorevoli a una qualche forma di eurobond, che non riguarderebbero il debito pregresso ma solo il sostegno alla spesa pubblica necessaria, a partire da ora e nel medio termine, per riparare i danni della crisi pandemica e sostenere la ripresa dell'economia. L'Italia, la Spagna, il Portogallo, l'Irlanda sono in questo gruppo, fortemente sostenuti dalla Francia, che sta cercando in tutti i modi di mediare con la Germania, per convincerla a passare in questo secondo fronte. Questi paesi, compresa la Francia, non sono disposti ad accettare un pacchetto dell'Eurogruppo che contenga solo le prime tre proposte.

La terza posizione è quella della Germania, che, a quanto si apprende, avrebbe già abbandonato l'intransigenza del fronte nordico, con una timida apertura allo strumento di debito comune. Un'apertura che però consiste sostanzialmente in una tattica temporeggiatrice: i tedeschi, in sostanza, vorrebbero che la discussione su questo punto, ovvero il quarto elemento del pacchetto dell'Eurogruppo, fosse semplicemente rimandato a settembre o ad ottobre. Approvando nel frattempo tutto il resto. (Segue)