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COVID-19, Giappone ancora rigido su reingresso stranieri residenti

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Roma, 3 giu. (askanews) - Il Giappone continuerà a negare la possibilità di rientrare ai cittadini stranieri residenti in maniera permanente nel paese, sulla base delle misure anti-coronavirus, ma consentirà l'ingresso nel paese in via eccezionale per una serie di particolari circostanze, tra cui quelle umanitarie. L'ha comunicato oggi il ministero della Giustizia.

"Anche nel caso di un cittadino straniero che abbia lo status di residente permanente, coniuge o figlio di cittafino giapponese, coniuge o figlio di residente permanente o residente di lungo periodo (...) partito dal Giappone con permesso di rientro (...), questa persona rientra in principio sotto il divieto di arrivo, a meno che non vi siano speciali circostanze", si legge nel comunicato del ministero responsabile dell'immigrazione in Giappone. In una nota è poi precisato che, tra le circostanze che consentono l'ammissione nel paese, ci sono considerazioni umanitarie prese su base individuale.

Al momento i residenti permanenti in Giappone con passaporti di 111 paesi (tra i quali l'Italia) che richiedano di rientrare nel paese del Sol levante si vedono negato il permesso, anche laddove prospettino circostanze particolari, come ad esempio la morte di un congiunto.

Il mese scorso, secondo quanto riferisce la televisione pubblica NHK,, il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi aveva assicurato che era allo studio l'ipotesi di prevedere delle eccezioni su base umanitaria.