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Covid, allerta per "la nuova variante inglese": cosa sappiamo

Primo Piano
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(AP Photo/Frank Augstein, Pool)
(AP Photo/Frank Augstein, Pool)

"Sembra che il virus circoli più velocemente a causa di una nuova variante, non ci sono prove di una maggiore letalità ma sembra che si propaghi più velocemente. È tutto quello che sappiamo, ma dobbiamo agire adesso". Sono le parole del premier britannico Boris Johnson nell'annunciare un nuovo lockdown per Natale a Londra e nel sud-est dell'Inghilterra. Johnson ha comunque voluto rassicurare sulla vaccinazione in corso: "Nulla al momento indica che il vaccino sarà meno efficace".

Cresce l’allerta nel resto del mondo. L’Oms ha fatto sapere di essere “in stretto contatto” con le autorità britanniche sulla mutazione. Intanto il governo olandese ha sospeso tutti i voli passeggeri dal Regno Unito fino al 1° gennaio, dopo la scoperta nei Paesi Bassi di un caso di contaminazione con la nuova variante britannica.

GUARDA ANCHE: La diffusione del virus accelera nell’Inghilterra del sud

Cosa si sa della nuova variante

Le autorità britanniche hanno informato l'Organizzazione mondiale della Sanità che la nuova variante del Coronavirus rintracciata nel sud-est del Paese può circolare più velocemente. Chris Whitty, che è a capo dell'autorità sanitaria in Inghilterra, ha tuttavia precisato che non è ancora chiaro se risulti più letale.

La nuova variante del Covid-19 è stata scoperta a metà settembre a Londra e nel Kent. Patrick Vallance, il capo dei consulenti scientifici del Regno Unito, ha spiegato: "A dicembre è diventata la variante dominante a Londra. Nella settimana terminata il 18 novembre, la variante è stata individuata in un caso su quattro a Londra e nel Sud-Est dell'Inghilterra e nell'Inghilterra orientale. Nella settimana terminata il 9 dicembre, la variante è stata riscontrata nel 62% dei casi a Londra, nel 59% nell'Inghilterra orientale e nel 43% nel Sud-Est.

I rischi per gli altri Paesi

La nuova variante riscontrata nel Regno Unito "potrebbe essere presente anche all'estero", ha sottolineato Vallance. "I virus mutano continuamente, ci sono molte mutazioni nel mondo. Questa è una particolare costellazione di mutamenti che riteniamo importante - ha spiegato - pensiamo che potrebbe essere presente in altri Paesi, ma qui ve n'è una concentrazione. Potrebbe avere avuto origine qui, non lo sappiamo per certo".

Sul tema è intervenuto in un lungo thread su Twitter anche Giorgio Gilestro, neurobiologo e professore associato dell’Imperial College di Londra: "Al momento non c'è evidenza che questi nuovi ceppi siano più letali ma è chiaro che siano più virulenti. L'Inghilterra ha subito informato l’OMS. Cosa vuol dire? Non sono buone notizie. Questi sono ceppi che si sono sviluppati per pressione evolutiva: vuol dire che appena un numero sufficiente di persone inizia ad avere anticorpi contro il virus per immunità acquisita direttamente o per via vaccinale, nuovi ceppi emergono. Sono ceppi - aggiunge Gilestro - che riescono a sfuggire alla riposta anticorpale e quindi si comportano come un virus nuovo. Riepilogando - spiega - caldamente sconsigliato lasciare il paese; non sappiamo se la variante sia già fuori da UK né da dove arrivi. Vista la contagiosità, visto il numero di immigrati EU a Londra, visto il periodo (Natale), temo che sia ormai scontato che questa variante si diffonderà velocemente nel resto d’Europa".

Il rischio per i vaccini

Sul fatto che questa variante possa mettere a rischio i vaccini, Gilestro chiarisce: "Se vediamo che il numero di re-infezioni sale drasticamente, allora dobbiamo iniziare a temere che questa generazione di vaccini potrebbe non essere efficace come si spera. Per fortuna con questa nuova tecnologia a mRNA si fa in fretta a produrre nuove varianti di vaccini".

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