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Covid, Brusaferro: "Italia fra Paesi dove il virus circola meno"

·4 minuto per la lettura

L'Italia è uno dei Paesi in Europa dove il Covid oggi circola meno. Lo ha affermato il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, nel suo intervento alla conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio regionale della Cabina di Regia sull'andamento epidemiologica del Covid-19. "Dalla mappa Ue emerge che l'Italia si sta 'schiarendo' con due regioni più rosse. In Europa la circolazione del virus sta decrescendo. Il nostro Paese si caratterizza per una circolazione contenuta, altri Paesi sono in decremento però sempre con una circolazione superiore alla nostra. A livello Ue siamo quindi in una situazione di stabilità o lieve decrescita come nel nostro caso", ha affermato.

"L'indice di trasmissibilità Rt si colloca intorno a 0,83 a livello nazionale e la proiezione è stabile a 0,82. L'indice ci mostra una situazione di stabilità rispetto alla trasmissibilità e anche l'ospedalizzazione è in decrescita", ha quindi sottolineato Brusaferro, evidenziando che "la riduzione della circolazione" del virus che si osserva in generale "è anche particolarmente significativa nelle fasce d'età più giovani. Tra 0-9 anni, 10-19 anni, 20-29 e 20-39 anni, con un trend di decrescita negli ultimi 7 giorni". Tuttavia, "da questa settimana si sono riaperte le scuole ed è il motivo per cui condividiamo il dato, per capire come si svilupperà nelle prossime settimane", ha osservato il presidente dell'Iss.

Quanto "all'età mediana di chi contrae l'infezione è in leggera ricrescita, siamo intorno ai 38 anni. Mentre l'età mediana del ricovero è 58-60 anni, del decesso è intorno agli 80 anni e del ricovero in terapia intensiva è 62-63 anni. Dati, questi, stabili rispetto alla settimana precedente".

Infine Brusaferro ha precisato che "continuiamo ad avere dati molto confortanti sulle coperture dei vaccini: chi ha fatto il ciclo completo è molto protetto rispetto alle ospedalizzazioni, al decesso e al ricovero in terapia intensiva. Ma si conferma anche il dato che il vaccino è efficace rispetto all'infezione, anche se un po' meno efficace, ma non vuol dire che questa minor efficacia non garantisca una importante protezione rispetto all'infezione".

Rezza: "Dati confortanti, cala anche pressione su ospedali"

'"I dati di questa settimana sono abbastanza confortanti: diminuisce ancora il tasso di incidenza" di Covid-19. "Anche se siamo ancora sopra 50" nuovi casi "per 100mila abitanti, siamo vicini a questa soglia (siamo a 54 per 100mila a fronte di 64 per 100mila della scorsa settimana) e abbiamo un" indice di contagio "Rt che è al di sotto dell'unità, a 0,85. La situazione in questo momento è positiva e abbiamo anche una tendenza a una leggera diminuzione del tasso di occupazione dei posti di area medica e di terapia intensiva, che ci dice che c'è un certo decongestionamento dei servizi sanitari grazie al fatto che l'incidenza nelle scorse settimane è in qualche modo diminuita". A tracciare il quadro è stato Gianni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute.

Situazione positiva, ma non da abbassare la guardia perché, ha precisato Rezza, "ci troviamo in una situazione di ripresa di tante attività: hanno appena riaperto le scuole e si rimette in moto tutto un meccanismo", avremo un "aumento della mobilità" e maggiori "possibilità di aggregazione" anche in spazi chiusi.

Occhi puntati dunque sulla riapertura delle scuole. "Dobbiamo stare attenti" al possibile impatto post ripresa dell'anno scolastico, ha ammonito Rezza. "Non è che necessariamente ci si infetta nelle classi - ha precisato - è che" con la ripresa dell'attività fra i banchi di scuola "si mette in moto anche tutta una serie di attività". "La situazione è simile a quella dell'anno scorso - ha analizzato il Dg - Quest'anno abbiamo due variabili in più, una positiva e l'altra no. Quest'ultima è la variante Delta" di Sars-CoV-2, "molto più trasmissibile e per questo bisogna continuare a mantenere delle precauzioni. Nonostante ci sia l'altra variabile, positiva, che è quella dei vaccini". La campagna, ha sottolineato Rezza, "è andata molto bene con coperture elevatissime nelle fasce d'età più avanzate, e anche fra i giovani c'è una buona accettazione del vaccino" e i genitori devono continuare a spingere "i giovani a vaccinarsi. Parlo dei ragazzi fra i 12 e i 18 anni. Siamo comunque fra i Paesi che hanno vaccinato di più e meglio", come ha evidenziato "anche Tony Fauci", il super esperto Usa.

I vaccini, ha concluso il direttore generale Prevenzione, "danno una protezione relativa verso l'infezione. Non possono proteggere al 100% dal contagio, ma una in percentuale ampia dei casi sono in grado di prevenire l'infezione. E soprattutto stanno dimostrando un'ottima capacità di proteggere dalla malattia grave".

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