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Covid: Coldiretti, se zone gialle a Natale impatto negativo su filiera agroalimentare

·2 minuto per la lettura

L’impatto negativo della eventuale reintroduzione della zona gialla in alcune regioni italiane per l'aumento dei contagi e di ricoverati per la pandemia Covid, rischia di rovinare le feste di Natale e di Capodanno a 8 milioni di italiani ed inevitabilmente trasferirebbe a cascata sull’intera filiera con la riduzione di acquisti di prodotti alimentari e vino dalle aziende agricole ma anche di addobbi floreali per le feste natalizie ed il contenimento del numero di invitati. E' quanto segnala la Coldiretti ricordando che un terzo della spesa turistica in Italia è destinato all’alimentazione con il cibo che rappresenta per molti turisti la principale motivazione del viaggio.

Le conseguenze del passaggio in zona gialla – spiega Coldiretti – riguardano diversi aspetti della vita quotidiana, a partire dall’obbligo di indossare sempre la mascherina sia all’aperto che nei luoghi chiusi passando per il taglio della capienza di luoghi aperti al pubblico che scende al 50% per teatri, cinema, sale da concerto e stadi e al 35% per gli impianti sportivi al chiuso e in ogni caso l’accesso è sempre subordinato al possesso del green pass. Inoltre – continua Coldiretti - il certificato verde è obbligatorio anche per salire su treni intercity e ad alta velocità, navi e autobus a lunga percorrenza, oltre che sui voli aerei nazionali, sulle funivie per gli impianti sciistici. In zona gialla restano chiuse anche le discoteche.

Il cambio di colore – sottolinea la Coldiretti – prevede poi un massimo di 4 persone per tavolo al chiuso in bar e ristoranti anche per le feste e i ricevimenti. Il limite dei posti a tavola è una misura di sicurezza che però ha ripercussioni sul bisogno di convivialità degli italiani ma pesa anche sugli incassi dei 53 mila bar, ristoranti e agriturismo presenti nelle cinque regioni candidate al cambio di colore.

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