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Covid, Confesercenti: "Norme sproporzionate, se si ferma l'economia si muore"

webinfo@adnkronos.com
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"Dopo un'estate altalenante dal lato dei consumi e del turismo con una situazione che si stava stabilizzando, l'aumento dei contagi e, non di meno, l'effetto annuncio del nuovo Dpcm già da giovedì della scorsa settimana ha creato un effetto destabilizzante". E' quanto afferma il segretario generale di Confesercenti Mauro Bussoni all'Adnkronos, a proposito del nuovo del Dpcm. "La gente ha adottato subito un atteggiamento di prudenza e paura evitando di andare in giro: un atteggiamento che colpisce sempre di più gli esercizi pubblici, bar e ristoranti messi all'indice, già negli annunci, come luoghi dove si possono creare assembramenti e una movida esasperata. Ma è davvero così?" domanda perplesso Bussoni. "Se fermiamo l'economia - avverte - moriamo di fame".

Entrando nel merito delle misure il segretario generale di Confesercenti sostiene come "il problema della salute sia fondamentale come i provvedimenti che vengono presi per tutelarla ma noi riteniamo che alcuni siano sproporzionati, in particolare nell'ambito dei pubblici esercizi la situazione è di estrema difficoltà e con le nuove restrizioni molte imprese rischiano di non andare avanti anche perché oggi gli spazi esterni possono essere utilizzati ma di fatto il maltempo porterà ad inibire questa possibilità.

Come se non bastasse, portare lo smart working al 70% nella Pubblica amministrazione (come è stato annunciato), rischia di creare più disservizi che benefici: disservizi per cittadini e imprese e inoltre, il fatto che non si frequentano più luoghi di lavoro mette ulteriormente in crisi tutte quelle imprese della ristorazione che avevano basato la propria attività sull'afflusso di lavoratori. Anche consigliare lo smart working nel privato crea un ulteriore sconquasso".

"E tutto questo si dice non per efficientare la Pa ma -aggiunge - perché non si è in grado di gestire in modo tranquillo il trasporto pubblico, per cercare di non far muovere la gente. Invece si dovrebbero prendere tutte le azioni di prevenzione necessarie, evitare determinati allarmismi e ponderare bene le scelte". Più in generale per il responsabile di Confesercenti "sarebbe stato più utile che il governo si fosse limitato a varare provvedimenti di cornice (tipo quello dell'adozione a mascherine ovunque) e avesse lasciato alle regioni di assumere deliberazioni conseguenti sulla base delle singole realtà".