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Covid, "dati falsificati per evitare zona rossa": arresti in Sicilia

Primo Piano
·5 minuto per la lettura

Avrebbero alterato i dati sulla pandemia (modificando il numero dei positivi e dei tamponi) diretto all'Istituto Superiore di Sanità, condizionando i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del virus. Con questa accusa i carabinieri del Nas di Palermo e del Comando Provinciale di Trapani stanno eseguendo un'ordinanza di misura cautelare emessa dal gip agli arresti domiciliari nei confronti di alcuni appartenenti al Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe) dell'Assessorato della Salute della Regione Sicilia. Le accuse sono: falso materiale e ideologico. Nell'inchiesta risulta indagato anche l'assessore regionale alla Sanità della Sicilia, Ruggero Razza.

Indagato assessore regionale alla Sanità

Quest'oggi è stato notificato all'assessore regionale un invito a comparire con avviso di garanzia. È accusato di falsità materiale ed ideologica. I carabinieri gli hanno anche sequestrato dei telefoni. Secondo i militari del Nas, che conducono l'inchiesta, "sebbene non emerga ancora compendio investigativo grave, è emerso il parziale coinvolgimento di Razza nelle attività delittuose del Dasoe", il Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico. Nell'indagine che coinvolge Razza risultlano indagati anche il vice capo di gabinetto dell'assessorato, Ferdinando Croce, e il dirigente Mario Palermo.

L'intercettazione telefonica

"Letizia è inutile che facciamo stare in piedi sacchi vuoti... c'è stata una gravissima sottovalutazione e il dato finale di questa sottovalutazione di questa gravissima sottovalutazione è scritto in quegli indicatori, poi secondo me sono sbagliati perché mettono sullo stesso piano indicazioni diverse, però come avrai visto ci sono dei dati dove noi comunichiamo zero! ... E chissà da quanto! ". Così l'assessore regionale alla Sanità siciliana Ruggero Razza parlava, non sapendo di essere intercettato, con la dirigente regionale Letizia Di Liberti dei dati sulla pandemia comunicati all'Iss. L'intercettazione è agli atti dell'indagine. La conversazione telefonica è del novembre scorso, dopo la decisione del Governo di mettere la Sicilia in "zona arancione".

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Nella telefonata l'assessore si dice amareggiato, deluso - scrive il gip - "per non essere riusciti ad assicurare la buona gestione dell'emergenza sanitaria". "Razza - spiega il giudice - riferisce che il 90% della situazione creatasi è attribuibile alla loro piena responsabilità, ma la Di Liberti sostiene che i dati sono quelli estrapolati dalle piattaforme informatiche, al che l'assessore le fa notare, con rammarico, che nessuno lo ha mai informato della grave criticità emersa, a suo dire, da un raffronto dei dati della Regione Siciliana con quelli comunicati dalle altre Regioni". Razza, inoltre, facendo riferimento agli indicatori alla base del calcolo dell'indice Rt, dice alla dirigente di aver constatato anche il mancato allineamento dei dati contenuti nelle piattaforme della protezione civile con quelli dell'Iss.

Sui decessi: "Spalmiamoli un poco"

L'assessore alla Salute Ruggero Razza, nella conversazione con la dirigente regionale che avrebbe dovuto comunicare i dati dei decessi per Covid in Sicilia all'Istituto Superiore di Sanità, affermava "spalmiamoli un poco" alla domanda: "I deceduti glieli devo lasciare o glieli spalmo?". "Ma sono veri?", chiede Razza. "Si, solo che sono di 3 giorni fa", risponde lei.

Musumeci: "Rispetto per magistratura e fiducia in Razza"

"Sono sorpreso, noi le zone rosse le abbiamo anticipate, non nascoste. Dobbiamo avere rispetto per l'attività della magistratura, così come ho fiducia nell'assessore Razza: se dovesse risultare responsabile prenderebbe da solo le decisioni conseguenti. Bisogna essere sereni e fiduciosi nell'operato della magistratura: sono convinto che la verità emergerà presto. Abbiamo agito nella massima trasparenza, con rigore e fermezza; fino a due settimane fa abbiamo chiesto noi a Roma la zona rossa. Facciamo andare avanti le indagini: del resto gli avvisi di garanzie servono a questo, a fare chiarezza e poi ne trarremo le conclusioni". Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, a Omnibus su La7.

Gli arresti

Ai domiciliari sono finiti la dirigente generale del Dasoe Maria Letizia Di Liberti, il funzionario della Regione Salvatore Cusimano e il dipendente di una società che si occupa della gestione informatica dei dati dell'assessorato Emilio Madonia. L'inchiesta nasce dalla scoperta che in un laboratorio di Alcamo, da qui la competenza della Procura di Trapani, erano stati forniti dati falsati su decine di tamponi. I pm hanno avviato accertamenti che sono arrivati all'assessorato regionale. Diverse intercettazioni confermerebbero l'alterazione dei dati inviati all'iss.

L'indagine

L'inchiesta nasce dalla scoperta che in un laboratorio di Alcamo - da qui la competenza della procura di Trapani - erano stati forniti dati falsati su decine di tamponi. I pm hanno avviato accertamenti che sono arrivati all'assessorato regionale. Diverse intercettazioni confermerebbero l'alterazione dei dati inviati all'Istituto superiore della sanità.Gli arrestati sono accusati di aver alterato, in svariate occasioni, il flusso dei dati diretti all'Iss sulla pandemia modificando il numero dei positivi e dei tamponi e a volte anche quello dei decessi, alterando di fatto la base dati su cui adottare i provvedimenti per il contenimento della diffusione del virus. Dal mese di novembre sarebbero circa 40 gli episodi di falso documentati dagli investigatori dell'Arma, l'ultimo dei quali risalirebbe al 19 marzo 2021. Sono state effettuate perquisizioni domiciliari nei confronti di altri sette indagati alla ricerca di materiale informatico e documenti utili alle indagini. Infine sono state acquisite email e dati presso i server dell'assessorato Regionale alla Salute e Dipartimento.

Gip Trapani: "Disegno politico scellerato"

Il gip di Trapani parla di "disegno politico scellerato" il gip di Trapani. Positivi e decessi "spalmati" nel tempo per evitare, secondo gli inquirenti, che la Sicilia fosse messa in zona rossa. Nell'indagine è coinvolto anche l'assessore alla Salute Ruggero Razza, mentre - scrive il gip- "sembra estraneo il presidente della Regione Musumeci, che pare tratto in inganno dalle false informazioni che gli vengono riferite".

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(NOTIZIA IN AGGIORNAMENTO)

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